Il molfettese Domenico Centrone bloccato in Libia, Tajani: «Mi auguro tutto si risolva in fretta»
Lui e Dina Alberizia fermati a Bengasi insieme ad altri attivisti del Global Sumud Convoy diretto verso Gaza
martedì 26 maggio 2026
9.57
I due attivisti italiani della Flotilla fermati a Bengasi, in Libia, «dovrebbero comparire stamane davanti a un giudice» e il governo italiano auspica un rapido rientro in Italia. Lo ha dichiarato a Roma il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando con i cronisti.
Si tratta di Domenico Centrone, 33 anni, originario di Molfetta, e della piemontese Dina Alberizia. Entrambi fanno parte del Global Sumud Convoy, la carovana umanitaria civile e non violenta diretta verso Gaza attraverso l'Egitto, di cui nelle ultime ore si erano perse le tracce. «Stiamo parlando con i nostri interlocutori a Bengasi», ha spiegato Tajani. «Mi auguro che possano essere espulsi il prima possibile, così da poter tornare a casa. Stiamo lavorando».
A ricostruire quanto accaduto è stata Sara Suriano, 33 anni, attivista di Andria e anche lei appartenente alla Flotilla. «Tutto il convoglio si è diretto verso il confine di Sirte con la Libia orientale per proseguire verso l'Egitto. Quando una nostra delegazione ha attraversato il confine entrando nella Libia est, abbiamo perso ogni contatto», ha raccontato. Il gruppo coinvolto era composto da dieci persone suddivise tra un'ambulanza e un'automobile. «Tra loro ci sono sia Domenico sia Dina Alberizia», ha aggiunto.
Secondo quanto riferito da Amina Tridente, portavoce di Global Sumud Flotilla Puglia, gli attivisti sarebbero attualmente detenuti dalle autorità della Libia orientale perché privi di uno speciale permesso di sicurezza e quindi considerati clandestini. «Dalle informazioni che abbiamo, un giudice dovrebbe decidere nelle prossime ore sull'espulsione», ha spiegato la portavoce. «Siamo preoccupati per i nostri compagni in Libia. La cosa più importante ora è che tutti possano tornare a casa».
Il resto del convoglio, composto da circa 400 persone di diverse nazionalità, tra cui 12 italiani, si trova accampato a circa un chilometro dal checkpoint dove i dieci attivisti sono stati fermati, in attesa di capire quali saranno le decisioni delle autorità libiche.
Si tratta di Domenico Centrone, 33 anni, originario di Molfetta, e della piemontese Dina Alberizia. Entrambi fanno parte del Global Sumud Convoy, la carovana umanitaria civile e non violenta diretta verso Gaza attraverso l'Egitto, di cui nelle ultime ore si erano perse le tracce. «Stiamo parlando con i nostri interlocutori a Bengasi», ha spiegato Tajani. «Mi auguro che possano essere espulsi il prima possibile, così da poter tornare a casa. Stiamo lavorando».
A ricostruire quanto accaduto è stata Sara Suriano, 33 anni, attivista di Andria e anche lei appartenente alla Flotilla. «Tutto il convoglio si è diretto verso il confine di Sirte con la Libia orientale per proseguire verso l'Egitto. Quando una nostra delegazione ha attraversato il confine entrando nella Libia est, abbiamo perso ogni contatto», ha raccontato. Il gruppo coinvolto era composto da dieci persone suddivise tra un'ambulanza e un'automobile. «Tra loro ci sono sia Domenico sia Dina Alberizia», ha aggiunto.
Secondo quanto riferito da Amina Tridente, portavoce di Global Sumud Flotilla Puglia, gli attivisti sarebbero attualmente detenuti dalle autorità della Libia orientale perché privi di uno speciale permesso di sicurezza e quindi considerati clandestini. «Dalle informazioni che abbiamo, un giudice dovrebbe decidere nelle prossime ore sull'espulsione», ha spiegato la portavoce. «Siamo preoccupati per i nostri compagni in Libia. La cosa più importante ora è che tutti possano tornare a casa».
Il resto del convoglio, composto da circa 400 persone di diverse nazionalità, tra cui 12 italiani, si trova accampato a circa un chilometro dal checkpoint dove i dieci attivisti sono stati fermati, in attesa di capire quali saranno le decisioni delle autorità libiche.