La pioggia non ferma i ladri a Modugno: assalto al bancomat della Deutsche Bank
Le esplosioni, due di fila, hanno distrutto l'erogatore automatico e danneggiato la parte esterna di una struttura vicina
mercoledì 1 aprile 2026
11.55
Aprile è iniziato col botto a Modugno, dove nella notte trascorsa, nonostante la pioggia, una banda di ladri ha fatto saltare in aria la cassa automatica della filiale della Deutsche Bank. Le esplosioni, due di fila, hanno distrutto l'erogatore di banconote e danneggiato pure una struttura vicina. Sul caso indagano i Carabinieri.
Uguale ai precedenti - a poco più di due mesi dall'ultimo colpo - è stata la tecnica impiegata, quella della "marmotta", già utilizzata per assalti simili e per tentativi analoghi, ovvero introducendo del materiale pirico all'interno della fessura del macchinario con l'aiuto di un tubo e di una miccia. I due boati e le due esplosioni a distanza ravvicinata hanno distrutto l'erogatore di banconote di viale degli Oleandri, danneggiato la parte esterna di una struttura vicina e fatto scattare l'allarme.
Il piano è stato dettagliato, nella sua semplicità. I banditi - ancora non si conosce il numero di quelli entrati in azione -, hanno atteso che calasse il buio più pesto e che arrivasse l'orario giusto, intorno alle ore 02.30, per presentarsi davanti all'ufficio di credito, con i volti coperti. Poi, dopo aver inserito del materiale esplosivo all'interno dell'erogatore di banconote, hanno scardinato lo sportello. Un'azione velocissima. E l'onda d'urto, pure in questa circostanza, ha causato danni ingenti.
La dinamica, da mesi ormai, è sempre la stessa: anche questa volta i malviventi hanno impiegato la consueta tecnica della "marmotta", vale a dire un oggetto in metallo con all'estremità una sorta di cono metallico, capace di contenere la polvere da sparo. All'estremità opposta si trova invece l'innesco, che viene azionato dopo aver inserito il manufatto nell'erogatore delle banconote. Un dispositivo dalla "coda piatta", utilizzato per simili assalti esplosivi ai bancomat e ai postamat.
In questo caso la doppia esplosione ha distrutto non soltanto l'erogatore di banconote, ma anche la struttura in cemento che ospitava il totem, danneggiando la parte esterna di una struttura vicina vicino al cancello di ingresso dello stabilimento Bosch, anche se non è ancora chiaro se i malviventi siano riusciti a portar via il denaro. Sul posto, scattato l'allarme al numero unico di emergenza 112, sono intervenuti i Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Modugno.
Gli investigatori, a cui durante la mattinata si sono uniti i colleghi della Sezione Investigazioni Scientifiche dell'Arma di Bari, hanno svolto i rilievi e poi acquisito le immagini dei circuiti di videosorveglianza dell'istituto di credito. Non si esclude che la banda possa essere formata dagli stessi uomini che hanno colpito altrove.
Uguale ai precedenti - a poco più di due mesi dall'ultimo colpo - è stata la tecnica impiegata, quella della "marmotta", già utilizzata per assalti simili e per tentativi analoghi, ovvero introducendo del materiale pirico all'interno della fessura del macchinario con l'aiuto di un tubo e di una miccia. I due boati e le due esplosioni a distanza ravvicinata hanno distrutto l'erogatore di banconote di viale degli Oleandri, danneggiato la parte esterna di una struttura vicina e fatto scattare l'allarme.
Il piano è stato dettagliato, nella sua semplicità. I banditi - ancora non si conosce il numero di quelli entrati in azione -, hanno atteso che calasse il buio più pesto e che arrivasse l'orario giusto, intorno alle ore 02.30, per presentarsi davanti all'ufficio di credito, con i volti coperti. Poi, dopo aver inserito del materiale esplosivo all'interno dell'erogatore di banconote, hanno scardinato lo sportello. Un'azione velocissima. E l'onda d'urto, pure in questa circostanza, ha causato danni ingenti.
La dinamica, da mesi ormai, è sempre la stessa: anche questa volta i malviventi hanno impiegato la consueta tecnica della "marmotta", vale a dire un oggetto in metallo con all'estremità una sorta di cono metallico, capace di contenere la polvere da sparo. All'estremità opposta si trova invece l'innesco, che viene azionato dopo aver inserito il manufatto nell'erogatore delle banconote. Un dispositivo dalla "coda piatta", utilizzato per simili assalti esplosivi ai bancomat e ai postamat.
In questo caso la doppia esplosione ha distrutto non soltanto l'erogatore di banconote, ma anche la struttura in cemento che ospitava il totem, danneggiando la parte esterna di una struttura vicina vicino al cancello di ingresso dello stabilimento Bosch, anche se non è ancora chiaro se i malviventi siano riusciti a portar via il denaro. Sul posto, scattato l'allarme al numero unico di emergenza 112, sono intervenuti i Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Modugno.
Gli investigatori, a cui durante la mattinata si sono uniti i colleghi della Sezione Investigazioni Scientifiche dell'Arma di Bari, hanno svolto i rilievi e poi acquisito le immagini dei circuiti di videosorveglianza dell'istituto di credito. Non si esclude che la banda possa essere formata dagli stessi uomini che hanno colpito altrove.