Maxi frode fiscale da 35 milioni: coinvolte oltre 200 imprese in cinque regioni. Anche in Puglia
Sotto inchiesta 18 persone e 13 società. Sequestrati 305mila euro in contanti nascosti in casa
venerdì 27 febbraio 2026
11.17
Una presunta frode fiscale per oltre 35 milioni di euro è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Agrigento. L'indagine coinvolgerebbe più di 200 imprese distribuite tra Sicilia, Lombardia, Veneto, Lazio, Umbria e Puglia, che avrebbero utilizzato oltre 2.000 fatture false emesse da sette società "cartiere", risultate inesistenti e intestate a prestanome.
L'inchiesta, coordinata dalla Procura di Sciacca con il supporto del reparto territoriale dei carabinieri, vede indagate 18 persone e 13 società, a vario titolo, per frode fiscale e omessa dichiarazione. Secondo l'accusa, dietro il sistema illecito ci sarebbe la "regia unitaria" di un imprenditore agrigentino che avrebbe trattenuto l'Iva relativa alle fatture false, applicando inoltre una commissione variabile tra il 5% e il 14% sugli importi indicati nei documenti fiscali. L'uomo è stato denunciato anche per autoriciclaggio, per aver reinvestito parte dei presunti proventi illeciti in un'attività imprenditoriale nel Nord Italia.
Nel corso di una perquisizione sono stati sequestrati 305 mila euro in contanti, di cui 225 mila in banconote suddivise in mazzette, sigillate in sacchetti sottovuoto e nascoste in un'intercapedine di un sottoscala. L'indagato ha già chiesto di accedere al patteggiamento, previo consenso alla confisca di beni sequestrati per un valore complessivo di circa tre milioni di euro.
Intanto, i finanzieri di Sciacca hanno eseguito verifiche fiscali mirate nei confronti di sei società coinvolte e segnalato ai reparti competenti delle Fiamme Gialle le imprese che avrebbero utilizzato le fatture false, per la contestazione delle relative violazioni tributarie.
L'inchiesta, coordinata dalla Procura di Sciacca con il supporto del reparto territoriale dei carabinieri, vede indagate 18 persone e 13 società, a vario titolo, per frode fiscale e omessa dichiarazione. Secondo l'accusa, dietro il sistema illecito ci sarebbe la "regia unitaria" di un imprenditore agrigentino che avrebbe trattenuto l'Iva relativa alle fatture false, applicando inoltre una commissione variabile tra il 5% e il 14% sugli importi indicati nei documenti fiscali. L'uomo è stato denunciato anche per autoriciclaggio, per aver reinvestito parte dei presunti proventi illeciti in un'attività imprenditoriale nel Nord Italia.
Nel corso di una perquisizione sono stati sequestrati 305 mila euro in contanti, di cui 225 mila in banconote suddivise in mazzette, sigillate in sacchetti sottovuoto e nascoste in un'intercapedine di un sottoscala. L'indagato ha già chiesto di accedere al patteggiamento, previo consenso alla confisca di beni sequestrati per un valore complessivo di circa tre milioni di euro.
Intanto, i finanzieri di Sciacca hanno eseguito verifiche fiscali mirate nei confronti di sei società coinvolte e segnalato ai reparti competenti delle Fiamme Gialle le imprese che avrebbero utilizzato le fatture false, per la contestazione delle relative violazioni tributarie.