«Orta Nova non si rassegnerà»: il sindaco chiede più sicurezza dopo l’assalto ai bancomat
La nota del primo cittadino Domenico Di Vito
lunedì 25 maggio 2026
10.00
Dopo l'ennesimo episodio criminale che ha scosso la comunità di Orta Nova, il sindaco interviene con parole dure e un appello chiaro alle istituzioni. Nel suo messaggio, Domenico Di Vito denuncia il clima di paura e chiede una risposta concreta e immediata per garantire maggiore sicurezza ai cittadini.
«Questa notte Orta Nova è stata nuovamente colpita. L'assalto ai tre bancomat della filiale Intesa Sanpaolo di via 25 Aprile non è soltanto un gesto criminale: è un atto di violenza contro la nostra comunità, contro la serenità delle famiglie, contro il diritto dei cittadini a sentirsi sicuri nella propria città.
Non possiamo più permetterci di considerare "normale" svegliarci nel cuore della notte per il boato di un'esplosione. Non è normale convivere con paura, devastazione e senso di abbandono. Non è normale che interi territori debbano attendere ogni volta che accada il peggio per ottenere attenzione e risposte.
Ringrazio le forze dell'ordine per il lavoro straordinario che svolgono quotidianamente, spesso in condizioni difficili. Ma oggi serve molto di più. Serve una risposta forte, concreta e permanente dello Stato. Perché la sicurezza non si garantisce con le parole, ma con la presenza, con la prevenzione e con una strategia chiara che restituisca ai cittadini fiducia nelle istituzioni.
Per questo motivo chiederò immediatamente la convocazione di un tavolo straordinario per l'ordine e la sicurezza pubblica, affinché da questo confronto possano nascere decisioni operative rapide e una collaborazione ancora più stretta tra istituzioni, Prefettura e forze dell'ordine. Il nostro territorio non può continuare a rincorrere le emergenze: ha bisogno di attenzione costante, di presidio reale e di una presenza dello Stato che sia visibile e concreta.
Da sindaco ho il dovere di parlare con sincerità: i cittadini chiedono più sicurezza. Chiedono rispetto. Chiedono di non sentirsi soli.
E io non resterò in silenzio davanti a questa escalation criminale.
Perché il pericolo più grande, dopo ogni assalto, non è soltanto la criminalità. È l'abitudine. È la rassegnazione.
E Orta Nova non si rassegnerà!»
«Questa notte Orta Nova è stata nuovamente colpita. L'assalto ai tre bancomat della filiale Intesa Sanpaolo di via 25 Aprile non è soltanto un gesto criminale: è un atto di violenza contro la nostra comunità, contro la serenità delle famiglie, contro il diritto dei cittadini a sentirsi sicuri nella propria città.
Non possiamo più permetterci di considerare "normale" svegliarci nel cuore della notte per il boato di un'esplosione. Non è normale convivere con paura, devastazione e senso di abbandono. Non è normale che interi territori debbano attendere ogni volta che accada il peggio per ottenere attenzione e risposte.
Ringrazio le forze dell'ordine per il lavoro straordinario che svolgono quotidianamente, spesso in condizioni difficili. Ma oggi serve molto di più. Serve una risposta forte, concreta e permanente dello Stato. Perché la sicurezza non si garantisce con le parole, ma con la presenza, con la prevenzione e con una strategia chiara che restituisca ai cittadini fiducia nelle istituzioni.
Per questo motivo chiederò immediatamente la convocazione di un tavolo straordinario per l'ordine e la sicurezza pubblica, affinché da questo confronto possano nascere decisioni operative rapide e una collaborazione ancora più stretta tra istituzioni, Prefettura e forze dell'ordine. Il nostro territorio non può continuare a rincorrere le emergenze: ha bisogno di attenzione costante, di presidio reale e di una presenza dello Stato che sia visibile e concreta.
Da sindaco ho il dovere di parlare con sincerità: i cittadini chiedono più sicurezza. Chiedono rispetto. Chiedono di non sentirsi soli.
E io non resterò in silenzio davanti a questa escalation criminale.
Perché il pericolo più grande, dopo ogni assalto, non è soltanto la criminalità. È l'abitudine. È la rassegnazione.
E Orta Nova non si rassegnerà!»