Truffa a un anziano di 84 anni: recuperati 600 euro, denunciato un uomo a Mesagne
La Polizia di Stato ha individuato il presunto responsabile del gesto
venerdì 9 ottobre 2026
11.57
La Polizia di Stato ha individuato a Mesagne il presunto responsabile di una truffa aggravata ai danni di un uomo di 84 anni, avvenuta poco prima a Taranto. Gli agenti hanno recuperato l'intera somma sottratta alla vittima, pari a 600 euro, successivamente restituita all'anziano.
L'intervento è scattato dopo che le sale operative avevano diramato una nota di ricerca relativa a un uomo che, a bordo di una Citroën C3, si sarebbe reso responsabile del raggiro nel capoluogo ionico, dirigendosi poi verso la provincia di Brindisi. Durante i servizi di controllo del territorio, gli agenti della Volante del Commissariato di pubblica sicurezza di Mesagne hanno individuato l'auto segnalata. Il conducente avrebbe tentato di sottrarsi al controllo, cercando di confondersi tra altri veicoli in sosta, ma i poliziotti sono riusciti a bloccare il mezzo e a identificare l'occupante, già noto alle forze dell'ordine per precedenti di polizia, anche per truffa.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, supportata dalla denuncia presentata a Taranto, l'uomo avrebbe avvicinato l'anziano fingendosi il figlio di un suo vecchio amico. Avrebbe quindi raccontato di dover partire urgentemente per l'estero a causa delle gravi condizioni di salute della moglie, riuscendo così a convincere l'84enne a salire sulla propria automobile.
Il presunto truffatore avrebbe poi accompagnato la vittima presso uno sportello bancomat, inducendola a prelevare 600 euro in cambio di alcuni orologi di plastica dal valore commerciale irrisorio. Una volta ottenuto il denaro, si sarebbe allontanato. L'anziano si è accorto dell'inganno soltanto dopo aver parlato con il figlio, facendo così scattare l'allarme.
Condotto negli uffici del Commissariato di Mesagne, l'uomo è stato sottoposto a una perquisizione che ha consentito di recuperare l'intera somma. Secondo quanto riferito dalla Polizia, una volta scoperto, alla presenza del proprio difensore, avrebbe ammesso le proprie responsabilità davanti agli agenti.
Successivamente, la vittima ha raggiunto gli uffici del Commissariato, dove gli sono stati restituiti i 600 euro. Il presunto responsabile è stato deferito in stato di libertà all'Autorità giudiziaria con l'accusa di truffa aggravata.
Per l'indagato vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
L'intervento è scattato dopo che le sale operative avevano diramato una nota di ricerca relativa a un uomo che, a bordo di una Citroën C3, si sarebbe reso responsabile del raggiro nel capoluogo ionico, dirigendosi poi verso la provincia di Brindisi. Durante i servizi di controllo del territorio, gli agenti della Volante del Commissariato di pubblica sicurezza di Mesagne hanno individuato l'auto segnalata. Il conducente avrebbe tentato di sottrarsi al controllo, cercando di confondersi tra altri veicoli in sosta, ma i poliziotti sono riusciti a bloccare il mezzo e a identificare l'occupante, già noto alle forze dell'ordine per precedenti di polizia, anche per truffa.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, supportata dalla denuncia presentata a Taranto, l'uomo avrebbe avvicinato l'anziano fingendosi il figlio di un suo vecchio amico. Avrebbe quindi raccontato di dover partire urgentemente per l'estero a causa delle gravi condizioni di salute della moglie, riuscendo così a convincere l'84enne a salire sulla propria automobile.
Il presunto truffatore avrebbe poi accompagnato la vittima presso uno sportello bancomat, inducendola a prelevare 600 euro in cambio di alcuni orologi di plastica dal valore commerciale irrisorio. Una volta ottenuto il denaro, si sarebbe allontanato. L'anziano si è accorto dell'inganno soltanto dopo aver parlato con il figlio, facendo così scattare l'allarme.
Condotto negli uffici del Commissariato di Mesagne, l'uomo è stato sottoposto a una perquisizione che ha consentito di recuperare l'intera somma. Secondo quanto riferito dalla Polizia, una volta scoperto, alla presenza del proprio difensore, avrebbe ammesso le proprie responsabilità davanti agli agenti.
Successivamente, la vittima ha raggiunto gli uffici del Commissariato, dove gli sono stati restituiti i 600 euro. Il presunto responsabile è stato deferito in stato di libertà all'Autorità giudiziaria con l'accusa di truffa aggravata.
Per l'indagato vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.