Zapponeta, minacce al sindaco: un 48enne ai domiciliari
Avrebbe rivolto reiterate minacce per condizionare l’attività dell’amministrazione comunale
lunedì 2 novembre 2026
9.47
La Polizia di Stato ha eseguito un'ordinanza che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di un uomo di 48 anni, residente a Zapponeta, nel Foggiano. Il provvedimento, richiesto dalla Procura della Repubblica di Foggia, riguarda il reato di violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo, giudiziario o ai suoi componenti.
L'attività investigativa, condotta dal personale della Digos, avrebbe fatto emergere una serie di condotte minacciose che l'uomo avrebbe rivolto al sindaco di Zapponeta in tempi diversi, ma riconducibili – secondo l'ipotesi accusatoria – a un medesimo disegno criminoso. L'obiettivo sarebbe stato quello di ottenere, ostacolare o impedire l'adozione di provvedimenti amministrativi, condizionando il regolare svolgimento dell'attività dell'intera amministrazione comunale.
Le vicende contestate riguarderebbero, in particolare, questioni legate a una possibile assunzione dell'indagato e all'erogazione in suo favore di contributi economici.
Gli episodi, aggravati dalla recidiva infraquinquennale, sarebbero iniziati tra novembre e dicembre 2024. In quel periodo il 48enne si sarebbe presentato in orario serale presso il Palazzo comunale, minacciando l'allora sindaco. Le condotte sarebbero proseguite nei mesi successivi, con altri due gravi episodi verificatisi in luoghi pubblici.
L'ultimo fatto contestato risalirebbe al 16 agosto 2025, quando l'uomo avrebbe rivolto al primo cittadino minacce di morte.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. La posizione dell'indagato è dunque al vaglio dell'autorità giudiziaria e, in applicazione del principio di presunzione di innocenza, la persona coinvolta non può essere considerata colpevole fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.
L'attività investigativa, condotta dal personale della Digos, avrebbe fatto emergere una serie di condotte minacciose che l'uomo avrebbe rivolto al sindaco di Zapponeta in tempi diversi, ma riconducibili – secondo l'ipotesi accusatoria – a un medesimo disegno criminoso. L'obiettivo sarebbe stato quello di ottenere, ostacolare o impedire l'adozione di provvedimenti amministrativi, condizionando il regolare svolgimento dell'attività dell'intera amministrazione comunale.
Le vicende contestate riguarderebbero, in particolare, questioni legate a una possibile assunzione dell'indagato e all'erogazione in suo favore di contributi economici.
Gli episodi, aggravati dalla recidiva infraquinquennale, sarebbero iniziati tra novembre e dicembre 2024. In quel periodo il 48enne si sarebbe presentato in orario serale presso il Palazzo comunale, minacciando l'allora sindaco. Le condotte sarebbero proseguite nei mesi successivi, con altri due gravi episodi verificatisi in luoghi pubblici.
L'ultimo fatto contestato risalirebbe al 16 agosto 2025, quando l'uomo avrebbe rivolto al primo cittadino minacce di morte.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. La posizione dell'indagato è dunque al vaglio dell'autorità giudiziaria e, in applicazione del principio di presunzione di innocenza, la persona coinvolta non può essere considerata colpevole fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.