6 ore di Spa Francorchamps non basta un grande Giovinazzi. Ferrari out.
L'incidente di Pier Guidi vanifica la rimonta del pilota martinese
domenica 10 maggio 2026
Non è bastato alla Ferrari campione del mondo un Antonio Giovinazzi più che mai sugli scudi, per raddrizzare un weekend di gara iniziato male, con il quindicesimo posto in qualifica ottenuto proprio dal pilota martinese, e finito come peggio non poteva con la collisione a un'ora dal termine tra Alex Pier Guidi e il pilota francese di categoria LGT3 Esteban Masson che ha costretto al ritiro la Ferrari ufficiale numero 51 campione del mondo Endurance in carica.
Tutto questo in una 6 ore di Spa Francorchamps 2026 dove comunque la casa di Maranello, - che ha dovuto inoltre masticare amaro anche in categoria LGT3 con la penalità di 5 secondi costata la vittoria ad Alessio Rovera, Simon Mann e Francois Heriau - riesce comunque a limitare i danni con il terzo posto di un ottimo Antonio Fuoco sulla Ferrari numero 50, insieme a Nicklas Nielsen e Miguel Molina), e con il sesto posto finale della vettura di AF Corse (partita tredicesima) di Robert Jubica, Yfei Ye e Phil Hanson.
Ad aggiudicarsi la 6 ore di Spa Francorchamps è stato l'equipaggio BMW di Robin Frijns, Shelton Van der Linde e Renè Rest, davanti alla vettura gemella di Kevin Magnussen e Dries Vanthoor.
Ma andiamo con le note di cronaca dell'edizione 2026 della 6 ore di Spa Francorchamps.
Come già detto non è stata una gran giornata per la Ferrari quella della sessione di qualifica, con al migliore delle rosse ottava in griglia con Antonio Fuoco, Robert Kubica tredicesimo con la Ferrari gialla numero 83 di AF Corse, e con Antonio Giovinazzi soltanto quindicesimo dopo una sessione di qualifica che ha visto Ferrari e Toyota fortemente penalizzate dal BOP (Balance of Performance), in quanto nettamente le migliori vetture nello scorso week end di Imola.
Sceso in pista insolitamente del primo stint di gara, il trentaduenne di Martina Franca, si è reso protagonista di una grande rimonta dal quindicesimo all'ottavo posto, dopo avere, tra gli altri, superato con due grandi manovre la Ferrari numero 83 con alla guida Phil Hanson e la Peugeot del britannico di origini italiane Paul Di Resta.
Ad agevolare la risalita in classifica di Antonio Giovinazzi, inoltre, anche il fuori pista della Cadillac del neozelandese Earl Bamber.
Poi, poco prima della sua seconda e ultima sosta ai box, prima del cambio guida con il britannico James Calado, Giovinazzi è protagonista del discusso contatto a Le Combes con il danese Kevin Magnussen su BMW, con quest'ultimo che evita il sorpasso dell'italiano con una manovra decisamente al limite, con Giovinazzi che finisce fuori pista, ma per fortuna riesce a rientrare in gara, seppur alle spalle di Paul Di Resta, e con il pilota Toyota Conway poco dietro.
Per la cronaca problemi e sfortuna anche per la Ferrari numero 50 di Miguel Molina, il quale vanifica suo malgrado ai box una gran rimonta che lo aveva portato in seconda posizione, a causa di un problema in fase di smontaggio della gomma anteriore sinistra.
Pesca invece un gran jolly la Toyota di Ryo Hirakawa, che durante la sua sosta ai box finisce con il beneficiare di una situazione di Full Course Yellow (Virtual Safety Car), che lo proietta addirittura in terza posizione dopo una prima parte di gara del tutto anonima per la casa giapponese.
La "vendetta" della Ferrari numero 51 sulla BMW numero 15, giunge quando mancano poco meno di tre ore, con il contatto di gara tra James Calado e il belga Dries Vanthoor sul rettilineo del Kemmel, dove questa volta è il pilota di casa a finire fuori pista, scivolando così in undicesima posizione.
Purtroppo però i guai alla 6 ore di Spa dell'equipaggio Ferrari campione del mondo non sono finiti qui, e a circa un'ora dal termine della gara, un contatto tra la vettura guidata da Alex Pier Guidi e la Lexus del francese Esteban Masson poco dopo la curva della Source, costa il ritiro alla rossa numero 51, e un pesante zero in classifica che complica decisamente i piani in campionato del trio Giovinazzi-Calado-Pier Guidi.
Prossimo appuntamento con il WEC il 13 e 14 giugno con la madre di tutte le gare endurance: la 24 ore di Le Mans.
Tutto questo in una 6 ore di Spa Francorchamps 2026 dove comunque la casa di Maranello, - che ha dovuto inoltre masticare amaro anche in categoria LGT3 con la penalità di 5 secondi costata la vittoria ad Alessio Rovera, Simon Mann e Francois Heriau - riesce comunque a limitare i danni con il terzo posto di un ottimo Antonio Fuoco sulla Ferrari numero 50, insieme a Nicklas Nielsen e Miguel Molina), e con il sesto posto finale della vettura di AF Corse (partita tredicesima) di Robert Jubica, Yfei Ye e Phil Hanson.
Ad aggiudicarsi la 6 ore di Spa Francorchamps è stato l'equipaggio BMW di Robin Frijns, Shelton Van der Linde e Renè Rest, davanti alla vettura gemella di Kevin Magnussen e Dries Vanthoor.
Ma andiamo con le note di cronaca dell'edizione 2026 della 6 ore di Spa Francorchamps.
Come già detto non è stata una gran giornata per la Ferrari quella della sessione di qualifica, con al migliore delle rosse ottava in griglia con Antonio Fuoco, Robert Kubica tredicesimo con la Ferrari gialla numero 83 di AF Corse, e con Antonio Giovinazzi soltanto quindicesimo dopo una sessione di qualifica che ha visto Ferrari e Toyota fortemente penalizzate dal BOP (Balance of Performance), in quanto nettamente le migliori vetture nello scorso week end di Imola.
Sceso in pista insolitamente del primo stint di gara, il trentaduenne di Martina Franca, si è reso protagonista di una grande rimonta dal quindicesimo all'ottavo posto, dopo avere, tra gli altri, superato con due grandi manovre la Ferrari numero 83 con alla guida Phil Hanson e la Peugeot del britannico di origini italiane Paul Di Resta.
Ad agevolare la risalita in classifica di Antonio Giovinazzi, inoltre, anche il fuori pista della Cadillac del neozelandese Earl Bamber.
Poi, poco prima della sua seconda e ultima sosta ai box, prima del cambio guida con il britannico James Calado, Giovinazzi è protagonista del discusso contatto a Le Combes con il danese Kevin Magnussen su BMW, con quest'ultimo che evita il sorpasso dell'italiano con una manovra decisamente al limite, con Giovinazzi che finisce fuori pista, ma per fortuna riesce a rientrare in gara, seppur alle spalle di Paul Di Resta, e con il pilota Toyota Conway poco dietro.
Per la cronaca problemi e sfortuna anche per la Ferrari numero 50 di Miguel Molina, il quale vanifica suo malgrado ai box una gran rimonta che lo aveva portato in seconda posizione, a causa di un problema in fase di smontaggio della gomma anteriore sinistra.
Pesca invece un gran jolly la Toyota di Ryo Hirakawa, che durante la sua sosta ai box finisce con il beneficiare di una situazione di Full Course Yellow (Virtual Safety Car), che lo proietta addirittura in terza posizione dopo una prima parte di gara del tutto anonima per la casa giapponese.
La "vendetta" della Ferrari numero 51 sulla BMW numero 15, giunge quando mancano poco meno di tre ore, con il contatto di gara tra James Calado e il belga Dries Vanthoor sul rettilineo del Kemmel, dove questa volta è il pilota di casa a finire fuori pista, scivolando così in undicesima posizione.
Purtroppo però i guai alla 6 ore di Spa dell'equipaggio Ferrari campione del mondo non sono finiti qui, e a circa un'ora dal termine della gara, un contatto tra la vettura guidata da Alex Pier Guidi e la Lexus del francese Esteban Masson poco dopo la curva della Source, costa il ritiro alla rossa numero 51, e un pesante zero in classifica che complica decisamente i piani in campionato del trio Giovinazzi-Calado-Pier Guidi.
Prossimo appuntamento con il WEC il 13 e 14 giugno con la madre di tutte le gare endurance: la 24 ore di Le Mans.