Paradiso Lecce, inferno Bari, limbo Foggia. Le pagelle del calcio pugliese dalla Serie A alla Serie C
Sogni, speranze, delusioni ed incubi in cifre delle principali squadre della nostra regione
martedì 26 maggio 2026
Con la quarta salvezza consecutiva in Serie A del Lecce, e la dolorosa retrocessione in Serie C del Bari, va in archivio la stagione calcistica 2025/26 del calcio pugliese, una delle più sofferte degli ultimi decenni, che fino al fischio finale di Lecce-Genoa e Cremonese-Como di domenica sera ha tenuto ben vivo il rischio per il calcio pugliese di avere una stagione 2026/27 simile alla stagione 1983/84, con il solo Lecce in Serie B, e tutte le altre dalla Serie C in giù.
Rischio tuttavia ben presto scongiurato dal sollecito vantaggio leccese, e a conti fatti della salvezza, messo a segno da Lamek Banda, vale a dire proprio colui che in un Lecce-Parma di gennaio questa meritata salvezza l'aveva seriamente messa a rischio con una sciocca espulsione.
Miracolo salvezza non riuscito in Serie B al Bari e in Serie C al Foggia, dove si è fatto letteralmente di tutto per sprofondare nella categoria inferiore, con una scelta sbagliata dopo l'altra, e soprattutto con una occasione mancata dopo l'altra.
Note decisamente più liete da Casarano, Audace Cerignola, Monopoli e Team Altamura, che il loro in Serie C lo hanno fatto, e anche qualcosa di più.
Ma detto questo andiamo con quelle che sono le pagelle del calcio pugliese al termine della stagione 2025/26, partendo in ordine crescente, proprio dalla Serie C.
Team Altamura (voto 6,5)
Partiti con la scommessa Devis Mangia. e senza l'entusiasmo da neopromossa dell'anno precedente, alzi la mano chi tra i più ottimisti dei tifosi altamurani, dopo il difficile avvio di campionato avrebbe mai immaginato di restare in lotta fino all'ultima giornata per una storica qualificazione playoff.
Audace Cerignola (6,5)
Dopo il grande sogno Serie B della passata stagione, i primi difficili tempi della gestione Maiuri, e il flop con tanto di addio della coppia Cuppone-Emmausso, bisogna dare atto al presidente Greco di aver avuto ragione, talvolta in solitaria, nel difendere le proprie scelte. Un atto di resilienza che alla fine ha pagato con un altra qualificazione playoff raggiunta in carrozza. Ultimo atto d'amore di una gestione che lascia una squadra al suo massimo storico, con la speranza di una nuova gestione altrettanto seria ed illuminata.
Monopoli (6+)
Vale più o meno lo stesso discorso dell'Audace Cerignola, per lo meno per ciò che riguarda il traguardo playoff raggiunto nelle ultime stagioni. Ciò che differenzia i due percorsi sta nel fatto che a differenza dei gialloblu ofantini, i biancoverdi del presidente Rossiello hanno fatto della stabilità il loro marchio di fabbrica.
Il voto appena al di sotto di quello dell'Audace Cerignola è dovuto al fatto che, proprio perché il Monopoli ha fatto della stabilità il suo punto di forza, meno giustificabili sono certi passi falsi (soprattutto in casa) contro squadre di bassa classifica, che forse hanno impedito al Monopoli di avere una classifica ancora migliore
Casarano (7+)
Non ci fosse stata la pesante crisi di risultati di inizio 2026, avremmo potuto dare un voto anche più alto all'allegra banda di Vito Di Bari, sicuramente la più bella sorpresa dell'intera Serie C 2025/2026, con la sua splendida cavalcata playoff arrestatasi soltanto dinanzi a quel Brescia che probabilmente andrà a giocarsi la promozione in B con l'Ascoli.
Del Casarano tornato in C dopo un'assenza lunga ben 26 anni non si può inoltre non sottolineare la capacità di arrivare al risultato attraverso un gioco accattivante e bellissimo da vedere, e che tanta ammirazione ha suscitato tra gli addetti ai lavori, e tanto nuovo lustro ha dato a questa seconda era Filograna.
Foggia (5-)
Quello che diamo a questa stagione dei satanelli è un voto che va esteso, non solo a squadra e società (vecchia e nuova), ma anche ad un contesto nel quale le varie istituzioni (sportive e non) non hanno certo contribuito ad agevolare quella che è stata una stagione a dir poco infernale.
Poi, naturalmente, c'è da considerare una prima parte di gestione Casillo-De Vitto dalla quale ci si aspettava una nuova rinascita, e invece, dopo un breve periodo di entusiasmo, prima la non certo felicissima decisione di esonerare Barilari, e poi una catastrofica serie di sconfitte di fila, ha portato ad una retrocessione che solo i guai societari di Trapani e Siracusa hanno contribuito a rinviare all'ultima giornata.
Adesso però la Foggia calcistica è in pieno limbo, data la quasi certa esclusione dal campionato della Ternana (e forse non solo…) che potrebbe riaprire ai rossoneri le porte per un quanto mai salvifico ripescaggio: "salvifico" nel senso che per Casillo e De Vitto (che in D hanno incassato anche la retrocessione dell'Heraclea) un ripescaggio potrebbe costituire una grande opportunità per far tesore dei grossi errori di questo finale di stagione, e di provare a ridare al Foggia calcio una realtà ben più consona alla sua storia;
Bari (4-)
"Ci sono riusciti a portare il Bari in Serie C". Queste le urla disperate in radiocronaca del prestigioso collega e maestro Michele Salomone al fischio finale di Süd Tirol-Bari.
Sarà stata anche la delusione, la disperazione, l'amore viscerale che il buon Michele ha per il suo Bari, ma quel "ci sono riusciti" è quanto di più aderente alla realtà del Bari Calcio 2025/26, e non ci riferiamo in questa sede alle fin troppo note vicende societarie.
Tante, troppe sono state le occasioni per salvare una stagione buttate letteralmente al vento dal Bari, di cui naturalmente l'ultima è il doppio zero a zero contro una Süd Tirol in caduta libera da oltre due mesi, del quale, a proposito del Bari, a stento ricordiamo la super parata di istinto di Adamonis sul tiro ravvicinato di Gytkjaer.
E poi naturalmente vi sono indecorose sconfitte come quella interna con la Carrarese, quella di Avellino, quella di Pescara, senza poi contare partite come ad esempio quelle come Pescara e Avellino in casa, o quelle in trasferta contro lo Spezia, dove seppur a lungo in superiorità numerica, il Bari non solo non è riuscito a vincere, ma non ci è andato nemmeno vicino.
Difficile quindi trovare la benché minima attenuante per una retrocessione, purtroppo, quanto mai meritata.
Tra il Bari e la Serie C vi è ancora un filo sottilissimo, rappresentato dalle vicende che da qualche tempo stanno riguardando la posizione della Juve Stabia.
Certo è indignitoso sottolinearlo, ma potrebbe davvero essere l'ultimissima speranza per il Bari di evitare un baratro che purtroppo sul campo si è ampiamente meritato.
Lecce (6,5)
Diciamoci la verità, dopo la già citata Lecce-Parma 1-2 (partita decisa dalla già citata sciocchezza di Banda), ossia l'ennesima occasione persa dal Lecce di Di Francesco al Via del Mare contro una diretta concorrente, un po' tutti si era poco possibilisti sulle possibilità di salvezza di una squadra che faceva una fatica bestiale ad andare in gol coi propri attaccanti.
Quello dell'attacco per il Lecce è un problema che, nonostante l'arrivo di Walid Cheddira, è rimasto sostanzialmente irrisolto per tutta la stagione, ragion per cui è resa ancora più bella l'impresa dei ragazzi di Eusebio Di Francesco, e ancora più evidenti i meriti di un allenatore che pur di scrollarsi di dosso la pesante etichetta di "mister retrocessione" derivante dalle ultima due stagioni sulla panchina di Frosinone e Venezia, ha saputo "violentare" il suo storico credo calcistico di "giochista" optando un Lecce votato più alla sostanza e alla solidità che a un classico 4-3-3 garibaldino che ha da sempre caratterizzato la carriera del tecnico ex Roma.
Un'ultima, ma doverosa citazione va fatta ovviamente per il vero top player del Lecce, e cioè quel Vladimiro Falcone che tante volte ha tolto le castagne dal fuoco ai giallorossi salentini. Un Vladimiro Falcone che grazie alle sue parate si appresta inevitabilmente a vivere un'estate da pezzo pregiato di mercato, nonostante ancora una volta sia non sia stato preso in considerazione in vista delle due amichevoli che la Nazionale si appresta a giocare contro Lussemburgo e Grecia.
Rischio tuttavia ben presto scongiurato dal sollecito vantaggio leccese, e a conti fatti della salvezza, messo a segno da Lamek Banda, vale a dire proprio colui che in un Lecce-Parma di gennaio questa meritata salvezza l'aveva seriamente messa a rischio con una sciocca espulsione.
Miracolo salvezza non riuscito in Serie B al Bari e in Serie C al Foggia, dove si è fatto letteralmente di tutto per sprofondare nella categoria inferiore, con una scelta sbagliata dopo l'altra, e soprattutto con una occasione mancata dopo l'altra.
Note decisamente più liete da Casarano, Audace Cerignola, Monopoli e Team Altamura, che il loro in Serie C lo hanno fatto, e anche qualcosa di più.
Ma detto questo andiamo con quelle che sono le pagelle del calcio pugliese al termine della stagione 2025/26, partendo in ordine crescente, proprio dalla Serie C.
Team Altamura (voto 6,5)
Partiti con la scommessa Devis Mangia. e senza l'entusiasmo da neopromossa dell'anno precedente, alzi la mano chi tra i più ottimisti dei tifosi altamurani, dopo il difficile avvio di campionato avrebbe mai immaginato di restare in lotta fino all'ultima giornata per una storica qualificazione playoff.
Audace Cerignola (6,5)
Dopo il grande sogno Serie B della passata stagione, i primi difficili tempi della gestione Maiuri, e il flop con tanto di addio della coppia Cuppone-Emmausso, bisogna dare atto al presidente Greco di aver avuto ragione, talvolta in solitaria, nel difendere le proprie scelte. Un atto di resilienza che alla fine ha pagato con un altra qualificazione playoff raggiunta in carrozza. Ultimo atto d'amore di una gestione che lascia una squadra al suo massimo storico, con la speranza di una nuova gestione altrettanto seria ed illuminata.
Monopoli (6+)
Vale più o meno lo stesso discorso dell'Audace Cerignola, per lo meno per ciò che riguarda il traguardo playoff raggiunto nelle ultime stagioni. Ciò che differenzia i due percorsi sta nel fatto che a differenza dei gialloblu ofantini, i biancoverdi del presidente Rossiello hanno fatto della stabilità il loro marchio di fabbrica.
Il voto appena al di sotto di quello dell'Audace Cerignola è dovuto al fatto che, proprio perché il Monopoli ha fatto della stabilità il suo punto di forza, meno giustificabili sono certi passi falsi (soprattutto in casa) contro squadre di bassa classifica, che forse hanno impedito al Monopoli di avere una classifica ancora migliore
Casarano (7+)
Non ci fosse stata la pesante crisi di risultati di inizio 2026, avremmo potuto dare un voto anche più alto all'allegra banda di Vito Di Bari, sicuramente la più bella sorpresa dell'intera Serie C 2025/2026, con la sua splendida cavalcata playoff arrestatasi soltanto dinanzi a quel Brescia che probabilmente andrà a giocarsi la promozione in B con l'Ascoli.
Del Casarano tornato in C dopo un'assenza lunga ben 26 anni non si può inoltre non sottolineare la capacità di arrivare al risultato attraverso un gioco accattivante e bellissimo da vedere, e che tanta ammirazione ha suscitato tra gli addetti ai lavori, e tanto nuovo lustro ha dato a questa seconda era Filograna.
Foggia (5-)
Quello che diamo a questa stagione dei satanelli è un voto che va esteso, non solo a squadra e società (vecchia e nuova), ma anche ad un contesto nel quale le varie istituzioni (sportive e non) non hanno certo contribuito ad agevolare quella che è stata una stagione a dir poco infernale.
Poi, naturalmente, c'è da considerare una prima parte di gestione Casillo-De Vitto dalla quale ci si aspettava una nuova rinascita, e invece, dopo un breve periodo di entusiasmo, prima la non certo felicissima decisione di esonerare Barilari, e poi una catastrofica serie di sconfitte di fila, ha portato ad una retrocessione che solo i guai societari di Trapani e Siracusa hanno contribuito a rinviare all'ultima giornata.
Adesso però la Foggia calcistica è in pieno limbo, data la quasi certa esclusione dal campionato della Ternana (e forse non solo…) che potrebbe riaprire ai rossoneri le porte per un quanto mai salvifico ripescaggio: "salvifico" nel senso che per Casillo e De Vitto (che in D hanno incassato anche la retrocessione dell'Heraclea) un ripescaggio potrebbe costituire una grande opportunità per far tesore dei grossi errori di questo finale di stagione, e di provare a ridare al Foggia calcio una realtà ben più consona alla sua storia;
Bari (4-)
"Ci sono riusciti a portare il Bari in Serie C". Queste le urla disperate in radiocronaca del prestigioso collega e maestro Michele Salomone al fischio finale di Süd Tirol-Bari.
Sarà stata anche la delusione, la disperazione, l'amore viscerale che il buon Michele ha per il suo Bari, ma quel "ci sono riusciti" è quanto di più aderente alla realtà del Bari Calcio 2025/26, e non ci riferiamo in questa sede alle fin troppo note vicende societarie.
Tante, troppe sono state le occasioni per salvare una stagione buttate letteralmente al vento dal Bari, di cui naturalmente l'ultima è il doppio zero a zero contro una Süd Tirol in caduta libera da oltre due mesi, del quale, a proposito del Bari, a stento ricordiamo la super parata di istinto di Adamonis sul tiro ravvicinato di Gytkjaer.
E poi naturalmente vi sono indecorose sconfitte come quella interna con la Carrarese, quella di Avellino, quella di Pescara, senza poi contare partite come ad esempio quelle come Pescara e Avellino in casa, o quelle in trasferta contro lo Spezia, dove seppur a lungo in superiorità numerica, il Bari non solo non è riuscito a vincere, ma non ci è andato nemmeno vicino.
Difficile quindi trovare la benché minima attenuante per una retrocessione, purtroppo, quanto mai meritata.
Tra il Bari e la Serie C vi è ancora un filo sottilissimo, rappresentato dalle vicende che da qualche tempo stanno riguardando la posizione della Juve Stabia.
Certo è indignitoso sottolinearlo, ma potrebbe davvero essere l'ultimissima speranza per il Bari di evitare un baratro che purtroppo sul campo si è ampiamente meritato.
Lecce (6,5)
Diciamoci la verità, dopo la già citata Lecce-Parma 1-2 (partita decisa dalla già citata sciocchezza di Banda), ossia l'ennesima occasione persa dal Lecce di Di Francesco al Via del Mare contro una diretta concorrente, un po' tutti si era poco possibilisti sulle possibilità di salvezza di una squadra che faceva una fatica bestiale ad andare in gol coi propri attaccanti.
Quello dell'attacco per il Lecce è un problema che, nonostante l'arrivo di Walid Cheddira, è rimasto sostanzialmente irrisolto per tutta la stagione, ragion per cui è resa ancora più bella l'impresa dei ragazzi di Eusebio Di Francesco, e ancora più evidenti i meriti di un allenatore che pur di scrollarsi di dosso la pesante etichetta di "mister retrocessione" derivante dalle ultima due stagioni sulla panchina di Frosinone e Venezia, ha saputo "violentare" il suo storico credo calcistico di "giochista" optando un Lecce votato più alla sostanza e alla solidità che a un classico 4-3-3 garibaldino che ha da sempre caratterizzato la carriera del tecnico ex Roma.
Un'ultima, ma doverosa citazione va fatta ovviamente per il vero top player del Lecce, e cioè quel Vladimiro Falcone che tante volte ha tolto le castagne dal fuoco ai giallorossi salentini. Un Vladimiro Falcone che grazie alle sue parate si appresta inevitabilmente a vivere un'estate da pezzo pregiato di mercato, nonostante ancora una volta sia non sia stato preso in considerazione in vista delle due amichevoli che la Nazionale si appresta a giocare contro Lussemburgo e Grecia.