Capitale Italiana della Cultura 2028
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Al Ministero della Cultura l’audizione di Gravina per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028

La città resta ora in attesa dell’esito delle audizioni, previsto entro il 28 marzo

Nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma, si è svolta l'audizione di Gravina in Puglia per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028. All'incontro, trasmesso in diretta sui canali istituzionali del Ministero, la delegazione pugliese ha dato vita a un racconto plurale della visione di città, attraverso le voci dell'Amministrazione comunale, del comitato promotore, del mondo culturale e imprenditoriale e della società civile. Nel corso dell'audizione ha preso parola il Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, che ha pronunciato anche l'appello finale, a testimonianza del sostegno istituzionale a questo percorso. Presente in sala anche l'Assessora regionale alla Cultura Silvia Miglietta.

Dall'introduzione e presentazione della delegazione affidata al Sindaco Fedele Lagreca, alla presentazione del claim "Radici al Futuro" illustrato da Giorgia Floro (team di progettazione); dalla metodologia progettuale esposta da Ivan Iosca (team di progettazione) al programma culturale presentato dalla Direttrice di candidatura Mariarita Costanza: il racconto di Gravina Capitale ha attraversato tutte le dimensioni economiche, sociali e culturali della candidatura.

Particolare attenzione è stata dedicata ai temi della sostenibilità economica, degli effetti attesi e della rigenerazione territoriale, approfonditi da Ignazio Lovero, consigliere delegato per Gravina 2028, Leonardo Patroni Griffi e Michele Andriani, presidente di Andriani Spa, in rappresentanza del mondo imprenditoriale e del comitato promotore.

La risonanza del progetto e l'ecosistema delle relazioni culturali sono stati al centro dell'intervento del presidente Decaro, mentre le istanze generazionali e lo sguardo al futuro sono stati affidati alla voce di Micaela Riviello, giovane studentessa gravinese. In chiusura, il messaggio di Raffaello De Ruggieri, Presidente onorario del Comitato scientifico e già Sindaco di Matera.

Nel corso dell'appello finale, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha dichiarato che "Gravina in Puglia, pur avendo conservato la sua natura ancestrale, ha saputo farsi carico dello sviluppo e della tutela del suo territorio e della sua comunità. Oggi Gravina ha saputo guardare oltre i suoi confini stringendo alleanze strategiche con i Comuni del Geoparco Unesco, una comunità straordinaria e coesa, e con le regioni sorelle, Basilicata e Calabria, così da presentare non una candidatura identitaria ma un percorso collettivo di crescita e di riscatto che non si concentra sul rimpianto ma che invece ha lo sguardo rivolto alla possibilità. Nelle parole scritte nel dossier che accompagna la candidatura di Gravina, che la Regione Puglia sostiene, si legge chiaro il valore dell'accoglienza che rende unica la nostra terra e la nostra cultura".

"Accogliere – ha proseguito il presidente – è un atto intellettuale e un gesto culturale, sintetizza un'idea di cultura che contiene, trattiene, elabora, genera. Il nostro lavoro non comincia e non finirà oggi perché siamo certi che questo percorso sia la testimonianza più bella di tanti uomini e tante donne che non si sono arresi e che hanno fatto di quelle profonde incisioni scavate dall'erosione dell'acqua nel territorio calcareo delle Murge, la cicatrice su cui scrivere la cronaca di un nuovo viaggio".

"La candidatura di Gravina a Capitale italiana della Cultura – ha aggiunto l'assessora regionale alla Cultura Silvia Miglietta – interpreta la visione di una cultura che unisce, che cura e che, valorizzando la memoria, punta a costruire futuro. Il progetto nasce da un'energia collettiva che ha già messo in movimento la città, facendo rinascere i suoi luoghi di cultura, rafforzando la collaborazione tra istituzioni, scuole, associazioni e imprese, e rimettendo al centro le persone. Un'energia che ha attraversato la Puglia e superato i confini regionali. Ma Gravina e la Puglia non si candidano soltanto a essere Capitale: si candidano ad assumersi una responsabilità, forti di un percorso già maturo che, a livello regionale, ha fatto della cultura una leva strategica di crescita, coesione e sviluppo. Il dossier di Gravina nasce da questo cammino: un desiderio collettivo, coraggioso e responsabile, che guarda al Mediterraneo come spazio di dialogo e di pace. La differenza tra un sogno e un desiderio è che il primo resta nella testa, mentre il secondo trasforma la realtà. Questo desiderio si vuole realizzare e ha fame di diventare futuro".

Per il sindaco di Gravina in Puglia Fedele Lagreca, "questa importantissima audizione al Ministero della Cultura rappresenta il momento cruciale di un lungo percorso compiuto dalla comunità che mi onoro di rappresentare. Era un onore oltre che un dovere guidare la delegazione istituzionale insieme all'impareggiabile consigliere delegato Ignazio Lovero, a cui tutti siamo grati per il lavoro instancabilmente svolto in questi mesi, alla giunta e al consiglio comunale. Ho portato qui innanzitutto il mio orgoglio di cittadino e di medico da sempre interessato al benessere della mia gente, ma è al team che ha lavorato al dossier, ai membri del comitato promotore e di quello scientifico, oltre che alla partecipazione dei gravinesi, che va tutto il merito. Comunque vada, e siamo ottimisti e fiduciosi circa l'esito, Gravina ha scritto una pagina indelebile di entusiasmo, passione, coinvolgimento di tutte le sue straordinarie risorse umane e culturali, valorizzazione e riscatto del suo immenso patrimonio storico e ambientale. Soprattutto, ha dimostrato la capacità di farsi interprete di tutto il territorio murgiano e oltre, fino a rappresentare un pezzo importante del Sud. Questa è già una vittoria storica che consegniamo con emozione alle generazioni future".

La città di Gravina in Puglia resta ora in attesa dell'esito delle audizioni, previsto entro il 28 marzo, consapevole di aver condiviso una visione fondata su identità, partecipazione e responsabilità collettiva.
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