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Attualità
Ceglie del Campo, nasce il Parco delle Lamie: l’ex RAI si trasforma in un grande spazio verde
Approvato il progetto di fattibilità per il nuovo parco urbano: boschi, orti didattici, aree gioco, cultura e socialità
Puglia - giovedì 8 ottobre 2026
11.52
Un nuovo parco urbano nell'area dell'ex RAI di Ceglie del Campo, con spazi verdi, orti didattici, aree gioco e luoghi dedicati alla cultura e alla socialità. Il progetto del Parco delle Lamie prende forma con l'approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica e con un percorso di partecipazione civica che accompagnerà le successive fasi della progettazione, coinvolgendo cittadini, associazioni e realtà del territorio nella definizione degli spazi e delle modalità di gestione del futuro parco.
Il progetto, elaborato dallo studio SIT&A insieme al settore recupero e valorizzazione del territorio del Comune di Bari, interesserà una porzione del compendio ex RAI, un'area di circa 12 ettari (118.935 mq catastali) situata tra via Lamie, la strada comunale Bari-Adelfia e corso Umberto I, di cui il Comune sta perfezionando l'acquisizione (giusta deliberazione di Giunta comunale n. 754 del 29 settembre 2023).
Attualmente in stato di abbandono, il sito è caratterizzato da terreni incolti e da fabbricati in disuso che originariamente ospitavano uffici e storici impianti radiotelevisivi. Il compendio, che si articola in tre macro-aree limitrofe che arrivano a lambire la lama Baronale (affluente della lama Picone), rappresenta una risorsa territoriale importante.
L'obiettivo del recupero è superare l'attuale degrado per trasformare queste aree esterne in un parco urbano multifunzionale, capace di fare da cerniera ecologica tra le lame e di riconnettere il tessuto urbano ai paesaggi storici della campagna agricola circostante (come la Piantata di Ceglie).
"Con l'approvazione del progetto del Parco delle Lamie, nell'area dell'ex RAI di Ceglie del Campo, compiamo un passo in avanti sulla transizione ecologica di Bari, verso una città con sempre più aree verdi che non hanno una funzione meramente decorativa, ma contribuiscano concretamente alle politiche di adattamento climatico. Vere e proprie reti ecologiche che si integrano con i corridoi verdi delle lame. In questo caso, il futuro Parco delle Lamie si pone in continuità con la lama Picone e rappresenterà un'area ad alto valore di biodiversità per tutto il quadrante meridionale della città" dichiara il sindaco Vito Leccese.
Il progetto del Parco delle Lamie
Il progetto del Parco delle Lamie supera l'idea tradizionale di verde urbano, configurando il sito come una vera e propria infrastruttura ecologica, sociale e culturale basata sul paradigma della "Campagna Urbana" che integra spazi verdi, attività educative, luoghi di incontro e servizi per la comunità. L'intervento adotta soluzioni basate sulla natura (Nature-Based Solutions) per la de-impermeabilizzazione dei suoli e non prevede alcun consumo di nuovo suolo, poiché sfrutterà le aree libere e il sedime dei volumi già esistenti.
Accanto a questo intervento, e più precisamente nella parte più a sud ovest del compendio, l'Amministrazione ha previsto un progetto di forestazione urbana denominato "Dalle antenne agli alberi".
Il parco si svilupperà in un sistema di aree integrate:
Area ecologico-paesaggistica: un bosco di forestazione urbana con specie autoctone (come orniello, roverella e pino d'Aleppo) pensato per migliorare il microclima e assorbire CO₂, integrato con prati fioriti dedicati agli insetti impollinatori.
Orti didattici e agricoltura sociale: lotti senza barriere architettoniche affidati a scuole, cittadini e associazioni per la produzione biologica e la didattica, affiancati da un'isola per il compostaggio e dal "giardino dei frutti dimenticati".
Area giochi e spazi per tutte le età: un "parco gioco-natura" per i bambini, realizzato con materiali naturali e pavimentazioni in corteccia antitrauma per il minimo impatto ambientale, e "lo spazio del tempo ritrovato", un'area polifunzionale con campo da bocce per la socialità degli anziani.
Cultura e servizi: verranno allestite zone per eventi all'aperto (come il "cinema tra gli ulivi"), mentre l'edificio esistente dell'ex Caserma dei Carabinieri sarà demolito e ricostruito fedelmente per ospitare servizi igienici accessibili, un angolo nursery e un punto di ristoro ecosostenibile (plastic-free) che valorizzerà i prodotti a chilometro zero.
A memoria della storia del sito, sede nel 1943 di Radio Bari (la prima radio libera d'Europa), i vecchi basamenti in calcestruzzo delle antenne radiofoniche dismesse non verranno rimossi, ma reinterpretati e trasformati in spazi e sedute per la sosta e la didattica, fondendo in un unico paesaggio il futuro ecologico della città e la sua importante memoria storica.
"Il recupero del Parco ex RAI rappresenta un vero progetto di sostenibilità e rigenerazione, in cui la dimensione ambientale e quella sociale si intrecciano, mettendo al centro l'infrastruttura verde come elemento strategico per lo sviluppo del territorio. Non si tratta, infatti, soltanto di recuperare uno spazio verde, ma di immaginare un luogo capace di produrre benefici ambientali e, allo stesso tempo, di diventare uno spazio di incontro, socialità ed educazione ambientale attiva, quello che viene definito un laboratorio "hands on". La nostra idea è portare qui percorsi di formazione sul verde, mettere gli orti urbani a disposizione dei cittadini che ne faranno richiesta e coinvolgere le scuole, per trasmettere alle nuove generazioni una conoscenza del verde a 360 gradi: come elemento di qualità e decoro urbano, come risorsa per l'autoproduzione alimentare, come strumento di socializzazione e inclusione. Tutto questo sarà possibile grazie a un lavoro di collaborazione che punta a recuperare non solo il patrimonio verde esistente, ma anche l'infrastruttura che lo ospita, trasformandola in uno spazio capace di accogliere attività diverse, favorire l'aggregazione, sviluppare competenze e promuovere il benessere ambientale e della comunità", commenta l'assessora all'Ambiente Elda Perlino.
Il progetto, elaborato dallo studio SIT&A insieme al settore recupero e valorizzazione del territorio del Comune di Bari, interesserà una porzione del compendio ex RAI, un'area di circa 12 ettari (118.935 mq catastali) situata tra via Lamie, la strada comunale Bari-Adelfia e corso Umberto I, di cui il Comune sta perfezionando l'acquisizione (giusta deliberazione di Giunta comunale n. 754 del 29 settembre 2023).
Attualmente in stato di abbandono, il sito è caratterizzato da terreni incolti e da fabbricati in disuso che originariamente ospitavano uffici e storici impianti radiotelevisivi. Il compendio, che si articola in tre macro-aree limitrofe che arrivano a lambire la lama Baronale (affluente della lama Picone), rappresenta una risorsa territoriale importante.
L'obiettivo del recupero è superare l'attuale degrado per trasformare queste aree esterne in un parco urbano multifunzionale, capace di fare da cerniera ecologica tra le lame e di riconnettere il tessuto urbano ai paesaggi storici della campagna agricola circostante (come la Piantata di Ceglie).
"Con l'approvazione del progetto del Parco delle Lamie, nell'area dell'ex RAI di Ceglie del Campo, compiamo un passo in avanti sulla transizione ecologica di Bari, verso una città con sempre più aree verdi che non hanno una funzione meramente decorativa, ma contribuiscano concretamente alle politiche di adattamento climatico. Vere e proprie reti ecologiche che si integrano con i corridoi verdi delle lame. In questo caso, il futuro Parco delle Lamie si pone in continuità con la lama Picone e rappresenterà un'area ad alto valore di biodiversità per tutto il quadrante meridionale della città" dichiara il sindaco Vito Leccese.
Il progetto del Parco delle Lamie
Il progetto del Parco delle Lamie supera l'idea tradizionale di verde urbano, configurando il sito come una vera e propria infrastruttura ecologica, sociale e culturale basata sul paradigma della "Campagna Urbana" che integra spazi verdi, attività educative, luoghi di incontro e servizi per la comunità. L'intervento adotta soluzioni basate sulla natura (Nature-Based Solutions) per la de-impermeabilizzazione dei suoli e non prevede alcun consumo di nuovo suolo, poiché sfrutterà le aree libere e il sedime dei volumi già esistenti.
Accanto a questo intervento, e più precisamente nella parte più a sud ovest del compendio, l'Amministrazione ha previsto un progetto di forestazione urbana denominato "Dalle antenne agli alberi".
Il parco si svilupperà in un sistema di aree integrate:
Area ecologico-paesaggistica: un bosco di forestazione urbana con specie autoctone (come orniello, roverella e pino d'Aleppo) pensato per migliorare il microclima e assorbire CO₂, integrato con prati fioriti dedicati agli insetti impollinatori.
Orti didattici e agricoltura sociale: lotti senza barriere architettoniche affidati a scuole, cittadini e associazioni per la produzione biologica e la didattica, affiancati da un'isola per il compostaggio e dal "giardino dei frutti dimenticati".
Area giochi e spazi per tutte le età: un "parco gioco-natura" per i bambini, realizzato con materiali naturali e pavimentazioni in corteccia antitrauma per il minimo impatto ambientale, e "lo spazio del tempo ritrovato", un'area polifunzionale con campo da bocce per la socialità degli anziani.
Cultura e servizi: verranno allestite zone per eventi all'aperto (come il "cinema tra gli ulivi"), mentre l'edificio esistente dell'ex Caserma dei Carabinieri sarà demolito e ricostruito fedelmente per ospitare servizi igienici accessibili, un angolo nursery e un punto di ristoro ecosostenibile (plastic-free) che valorizzerà i prodotti a chilometro zero.
A memoria della storia del sito, sede nel 1943 di Radio Bari (la prima radio libera d'Europa), i vecchi basamenti in calcestruzzo delle antenne radiofoniche dismesse non verranno rimossi, ma reinterpretati e trasformati in spazi e sedute per la sosta e la didattica, fondendo in un unico paesaggio il futuro ecologico della città e la sua importante memoria storica.
"Il recupero del Parco ex RAI rappresenta un vero progetto di sostenibilità e rigenerazione, in cui la dimensione ambientale e quella sociale si intrecciano, mettendo al centro l'infrastruttura verde come elemento strategico per lo sviluppo del territorio. Non si tratta, infatti, soltanto di recuperare uno spazio verde, ma di immaginare un luogo capace di produrre benefici ambientali e, allo stesso tempo, di diventare uno spazio di incontro, socialità ed educazione ambientale attiva, quello che viene definito un laboratorio "hands on". La nostra idea è portare qui percorsi di formazione sul verde, mettere gli orti urbani a disposizione dei cittadini che ne faranno richiesta e coinvolgere le scuole, per trasmettere alle nuove generazioni una conoscenza del verde a 360 gradi: come elemento di qualità e decoro urbano, come risorsa per l'autoproduzione alimentare, come strumento di socializzazione e inclusione. Tutto questo sarà possibile grazie a un lavoro di collaborazione che punta a recuperare non solo il patrimonio verde esistente, ma anche l'infrastruttura che lo ospita, trasformandola in uno spazio capace di accogliere attività diverse, favorire l'aggregazione, sviluppare competenze e promuovere il benessere ambientale e della comunità", commenta l'assessora all'Ambiente Elda Perlino.

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