
Comitato Feste Patronali di Giovinazzo, Pietro Sifo ai saluti
Concluso l'incarico biennale, arrivano i suoi ringraziamenti
È giunto anche per me il momento di scrivere i miei saluti e i miei ringraziamenti. Lo faccio con il cuore colmo di gratitudine, consapevole che le parole non basteranno mai a restituire davvero quanto vissuto in questi due anni. Ogni storia ha un inizio, uno sviluppo e una fine, e anche la mia, come Presidente del Comitato Feste Patronali, oggi si chiude.
Ma si chiude con la serenità di chi sa di aver custodito qualcosa di prezioso e di averlo, spero, consegnato più solido di come l'ho ricevuto. Il 2025 e il 2026 sono stati anni intensi, vissuti con senso di responsabilità e con la piena consapevolezza dell'eredità che mi era stata affidata. Raccogliere il testimone da chi mi ha preceduto non è stato semplice: significava non disperdere un lavoro fatto di passione e sacrificio ed allo stesso tempo trovare la propria strada per onorarlo. Ho scelto di farlo attraverso una parola sola, che ha guidato ogni decisione di questi due anni: continuità. Mantenere salda la tradizione, rafforzarla, difenderla dal rischio dell'abitudine e della distrazione, perché una comunità che smette di riconoscersi nelle proprie radici rischia di perdere anche il senso del proprio cammino futuro.
Ho vissuto con emozione ogni cerimonia, ogni Santa Messa, ogni stretta di mano con i fedeli, i sacerdoti, i concittadini che si preparano alla festa con lo stesso entusiasmo di sempre. Ho imparato che essere Presidente non significa guidare dall'alto, ma restare in mezzo alla gente: ascoltare, capire, e quando serve, semplicemente esserci.Vorrei che questo biennio venisse ricordato per la volontà di mantenere viva e forte la tradizione, non come semplice ripetizione del passato, ma come radice capace di generare ancora futuro. Abbiamo lavorato perché la festa restasse un punto fermo per le famiglie, per i giovani, per chi è lontano da Giovinazzo e sente più forte il richiamo di casa.
Lo abbiamo fatto senza mai perdere di vista la dimensione più intima e personale di questo cammino: quella della fede, che resta il cuore silenzioso di tutto ciò che facciamo. Il mio augurio a tutta la comunità è che continui ad amare questa festa con affetto autentico, con la pazienza di chi sa che dietro ogni dettaglio ci sono mesi di lavoro silenzioso e gratuito, con la generosità di chi sa guardare oltre la critica facile.
Un ringraziamento vivo e sincero va a Sua Ecc. Mons. Domenico Cornacchia, a Sua Ecc. Mons. Domenico Basile e Sua Ecc. Mons. Vincenzo Turturro, che hanno accompagnato il mio percorso con fiducia e vicinanza. Ringrazio il Vicario Foraneo, Don Cesare Pisani e tutti i Sacerdoti, i Diaconi che hanno riposto in me fiducia ed in particolare Padre Francesco che non ha mai fatto mancare il suo prezioso consiglio, collaborazione e sostegno morale e spirituale. Non posso non citare il Sindaco, dott. Michele Sollecito, il Presidente del Consiglio, rag. Francesco Cervone, la Giunta e tutti i membri dell'Amministrazione Comunale che hanno continuato a credere nel nostro progetto ed a sostenerlo concretamente.
Ringrazio le Forze dell'Ordine onnipresenti in tutte le manifestazioni svolgendo un lavoro encomiabile in tema di sicurezza e viabilità; tutti i dipendenti della "Macchina Pubblica" per il lavoro silenzioso che rende possibile ogni manifestazione in sicurezza. Un grazie alle Associazioni, alle Arciconfraternite che ancora una volta ci sono state accanto ed a tutte le altre realtà che hanno collaborato con noi. Grazie agli organi di stampa e alle testate locali, sempre presenti nel fornire le giuste informazioni alla cittadinanza.
Un ringraziamento particolare lo dedico al dott. Agostino Picicco che, come sempre, ha gestito magistralmente l'evento dedicato agli emigranti di oltre oceano. Un ringraziamento doveroso ai donatori; agli sponsor e non, quest'ultimi, con il loro diniego mi hanno dato la forza, con energia e caparbietà, di andare avanti; alle attività commerciali, con particolare riguardo a coloro che hanno aderito al progetto "G.U.S.T.A.", un'idea di una parte del mio gruppo e che io unitamente al mio vice Presidente fortemente voluto, condiviso e portato a conoscenza dei singoli operatori del settore; alle imprese che hanno reso possibile lo svolgimento della festa: senza il loro contributo, nulla di tutto questo sarebbe stato possibile.
Il ringraziamento più sentito va al gruppo straordinario che mi ha affiancato in questi due anni. Grazie a ciascuno di loro, per il tempo donato, per le ore sottratte alle proprie famiglie, per l'entusiasmo in due anni di lavoro fianco a fianco.Un ringraziamento speciale e con il cuore va alla mia famiglia, che ha sopportato le mie assenze senza mai farmele pesare ed a tutti gli amici che con la loro presenza sono stati sostegno costante.Un pensiero che sento di dover fare con particolare commozione va ai portatori della nostra edicola: uomini che, con le spalle segnate dalla fatica e il cuore colmo di fede, sollevano e accompagnano la Santissima Maria di Corsignano lungo le vie della città, rinnovando ogni anno un gesto che è insieme sacrificio, devozione e amore silenzioso per la nostra comunità. Loro non cercano applausi né riconoscimenti: chiedono solo di poter continuare a portare, sulle proprie spalle, il peso più bello che ci sia. A ciascuno di loro va la mia gratitudine più profonda e sincera: siete voi, con il vostro passo lento e sicuro, i veri custodi della nostra fede e della nostra tradizione.
Non da ultimo, il mio più sincero ringraziamento lo rivolgo a voi tutti cittadini di questa bellissima città, in particolare, al coro cittadino ed al suo Maestro per aver gestito egregiamente tutti gli eventi religiosi, che con il vostro affetto e vicinanza avete manifestato alto gradimento di quanto realizzato da questo Comitato.
Rivolgo un particolare ringraziamento alle persone con disabilità che, con il loro calore, la loro sensibilità, i loro suggerimenti e la loro costante presenza nei riti religiosi mi sono stati vicini e soprattutto riconoscenti di tutto il lavoro svolto dal Comitato per rendere il momento gioioso sia religioso che folcloristico da voi fortemente voluto ed apprezzato.A chi mi succederà in questo ruolo, va il mio augurio più sincero: abbi cura di questa tradizione come di una cosa viva, che chiede rispetto e trasformazione ma anche coraggio per continuare a crescere.


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