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Cronaca

Frode da oltre un milione di euro sul contrabbando di oli lubrificanti: 15 baresi indagati

L'olio veniva stoccato, travasato e confezionato in fusti metallici, taniche e flaconi per poi essere venduto "in nero"

I finanzieri del Comando Provinciale di Bari hanno notificato 15 avvisi di conclusione delle indagini preliminari emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di contrabbando e contraffazione di oli lubrificanti.

Le indagini svolte dal Nucleo PEF della Guardia di Finanza di Bari, sotto il coordinamento della locale Autorità Giudiziaria, hanno consentito di ricostruire, in ipotesi di accusa, un circuito illecito attraverso il quale oltre 1.300 tonnellate di olio lubrificante, di modesta qualità ma spacciato come riconducibile ai più noti marchi del settore (Castrol, Petronas, Mobil), sono state immesse in consumo in totale evasione fiscale e destinate ad alimentare il mercato delle autofficine e dei negozi di autoricambi.

In particolare, gli ideatori del meccanismo fraudolento si rifornivano del prodotto lubrificante da un'azienda campana — un hub di rilievo per la distribuzione nel Centro e Sud Italia, estranea agli illeciti contestati — facendo apparire documentalmente che lo stesso fosse destinato in Bulgaria a una società riconducibile agli indagati. In realtà, il prodotto veniva trasportato presso un deposito clandestino situato nell'area di Altamura.

Nel deposito, l'olio veniva stoccato, travasato e confezionato in fusti metallici, taniche e flaconi recanti marchi commerciali contraffatti delle citate case produttrici, per poi essere venduto "in nero" a operatori compiacenti, tra officine e rivenditori di autoricambi.

L'olio lubrificante immesso sul mercato e destinato agli ignari clienti finali risultava:
sottratto all'accertamento e al pagamento dell'imposta di consumo;
confezionato in modo da giustificare la vendita a prezzi elevati, superiori al reale valore di mercato;
di un'unica qualità, peraltro modesta, nonostante fosse presentato come dotato di specifiche tecniche differenti e fuorvianti.
In pratica, i consumatori acquistavano sempre la stessa tipologia di olio credendo che rispettasse le indicazioni d'uso riportate sulle confezioni, con il rischio di provocare malfunzionamenti ai motori.
Nel corso dell'operazione, denominata convenzionalmente "Vuoto a Rendere", i finanzieri hanno individuato l'opificio in cui avveniva la lavorazione del prodotto di contrabbando. All'interno della struttura sono state sequestrate, in flagranza di reato, 2 tonnellate di olio lubrificante, numerosi fusti e contenitori contraffatti, oltre alla strumentazione utilizzata per la riproduzione dei marchi e dei sigilli delle note case produttrici.

Gli approfondimenti investigativi successivi hanno consentito di ricostruire un traffico complessivo pari a 1 milione e 395 mila chilogrammi di olio lubrificante nel triennio 2022-2025, quantificando un profitto illecito superiore a un milione di euro derivante dalla sistematica evasione dell'imposta di consumo.

Al termine delle indagini sono stati segnalati all'Autorità Giudiziaria cinque soggetti ritenuti responsabili del confezionamento e dell'immissione in consumo dell'olio lubrificante, oltre ad altre dieci persone coinvolte, a vario titolo, nel contrabbando in qualità di autotrasportatori e acquirenti del prodotto.

L'operazione si inserisce nel più ampio impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alla criminalità economico-finanziaria e ai fenomeni fraudolenti nel settore dei prodotti energetici, comparto particolarmente sensibile nell'attuale contesto geopolitico. Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati sono da ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.
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