stadio San Nicola
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Calcio

Il Lecce, il Bari e un magro fine 2025

I salentini cedono per 0-3 al Como ma recriminano sul primo gol. I biancorossi di Vivarini non sanno più vincere

Fine anno in magro per Lecce e Bari, uniche rappresentanti del calcio pugliese ad essere scese in campo nell'ultimo week end dell'anno solare, mentre dalla Serie C in giù hanno tutti osservato un turno di riposo. È un boxing day amaro quello del Lecce, che nel match di sabato pomeriggio ha ceduto di schianto al Como di Cesc Fabregas e alla sua allegra brigata composta da vecchie volpi calcistiche e da giovani da un grande futuro pressoché certo.

Certo, il pronostico era tutto dalla parte dei lariani, così come è stata altrettanto evidente la solita pochezza offensiva della squadra di Eusebio Di Francesco, che ha bisogno come l'aria di un vero bomber al centro dell'attacco se vuole salvarsi con una certa tranquillità.

A ciò naturalmente vanno ad aggiungersi, a parziale attenuante, le pesanti assenze dei vari Banda, Gaspar e Coulibaly, dovute alla concomitante Coppa d'Africa in corso in Marocco, e quelle forse ancora più pesanti di Tete Morente e di Berisha.

E se poi la ciliegina sulla torta ce la mettono arbitro e VAR, ignorando la sbracciata di Nico Paz ai danni di Ramadani nell'azione che ha portato al primo gol del Como, il quadro di una partita già in salita per il valore dell'avversario, e per le pesanti assenze in casa Lecce, è pressoché completo.

Sotto di un gol, peraltro contestato, e con Di Francesco espulso, il Como è parso quindi ostacolo ben presto insormontabile per i giallorossi, ora attesi dalla difficilissima trasferta di Torino contro la Juventus.

E non sono andate tantissimo meglio le cose qualche ora più tardi per il Bari, una squadra che a neanche metà campionato le aveva già viste (in senso naturalmente negativo) praticamente tutte.

Mancava in pratica soltanto l'incertezza di quello che fino a sabato sera era stato di gran lunga il migliore in casa biancorossa, vale a dire il portiere Cerofolini, la cui respinta decisamente rivedibile sul tiro dell'avellinese Russo era occasione troppo ghiotta per un giocatore come Biasci per lasciarsela sfuggire.

Quello di Biasci è il gol che ha permesso all'Avellino di uscire con un pareggio dal San Nicola contro un Bari apparso comunque in progresso, e che era andato in vantaggio grazie a un gran bel gol di Dickmann a inizio ripresa, dopo che nel primo tempo Gytkjaer, tutto solo davanti alla porta spalancata e con il portiere dell'Avellino daffara ormai completamente fuori causa, si era letteralmente divorato una colossale occasione da gol.

Il gol del vantaggio il Bari se l'era anche meritato, ma poi un po' i cambi tardivi, un po' la solita inveterata abitudine di tirare troppo presto i remi in barca, e infine la già citata incertezza di Cerofolini, privano i biancorossi di una vittoria che sarebbe stata di platino, dati i successi di Spezia e Sampdoria, squadre che, come andiamo ripetendo da tempi non sospetti, prevedibilmente saluteranno ben presto la zona playout.

Al Bari non resta quindi che l'ennesimo fine settimana all'insegna del rammarico e dalla solita tristezza di un San Nicola che quanto a vuoti e malinconia fa impallidire persino quello visto per qualche mese lo scorso anno durante le partite interne della Team Altamura in Serie C.

Per il resto, nell'attesa di un mercato di gennaio che deve essere salvifico, c'è da guardare in faccia la cruda e fredda realtà: le competitors del Bari edizione 2025/26 al momento si chiamano Mantova, Virtus Entella, Sudtirol e Pescara, e da questo quintetto ne resterà in B una sola.
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