Bitonto, rimossa la vecchia recinzione alla pescara ma la messa in sicurezza fa discutere

Dopo le segnalazioni è stata eliminata parte della barriera degradata all’ingresso della storica area

martedì 22 settembre 2026 10.09
A cura di Massimiliano Dilettuso
La vecchia recinzione non c'è più, ma per la Pescara il problema sembra tutt'altro che risolto. È quanto denuncia sui social il cittadino Michele Castellano, presidente e anima dell'associazione "Le Strade dei Fiori", intervenendo a seguito della rimozione, avvenuta sabato scorso, di una parte della barriera ormai fortemente deteriorata che delimitava l'ingresso della storica area ubicata in corso Vittorio Emanuele II.

Un intervento arrivato dopo diverse segnalazioni e una crescente attenzione sullo stato di degrado della zona, ma che, secondo Castellano, non avrebbe prodotto quella definitiva messa in sicurezza che i cittadini si aspettavano. A destare perplessità sono soprattutto le modalità con cui sarebbe stato sistemato l'accesso all'area.

Al posto della vecchia recinzione, infatti, stando alla sua ricostruzione, sarebbero comparsi pannelli di compensato e fogli di OSB, collocati in maniera provvisoria, insieme a detriti e materiali di fortuna. Una soluzione che, nella lettura del cittadino, avrebbe semplicemente sostituito una situazione di degrado con un'altra, senza affrontare in maniera strutturale le criticità del luogo.

Il problema non riguarderebbe soltanto l'aspetto estetico. Castellano richiama infatti l'attenzione sulle condizioni degli accessi, sulle balaustre in cemento, sui gradini e sulle improvvisate rampe realizzate con pannelli di legno, sostenendo che tali accorgimenti non offrirebbero sufficienti garanzie sotto il profilo della sicurezza per chi transita nella zona.

«Abbiamo insistito a lungo per la rimozione della recinzione degradata, ma il risultato ottenuto è sconfortante», sostiene Castellano, che ora chiede a gran voce un intervento capace di andare oltre le soluzioni temporanee e di affrontare definitivamente la situazione. A rendere ancora più delicato il quadro, secondo la segnalazione, sarebbero poi le condizioni dei cornicioni dell'edificio adiacente, che presenterebbero lesioni e situazioni ritenute potenzialmente pericolose. È proprio su questo aspetto che il cittadino sollecita particolare attenzione da parte degli enti competenti, chiedendo verifiche e interventi prima che possano verificarsi incidenti.

La richiesta, quindi, è quella di non fermarsi alla rimozione della vecchia recinzione, ma di procedere con una messa in sicurezza effettiva e duratura dell'area, possibilmente accompagnata da un progetto di riqualificazione capace di restituire dignità a uno spazio legato alla storia della Pescara.

Il caso solleva ancora una volta una questione più ampia: quanto possono bastare gli "interventi tampone" quando si interviene su luoghi che presentano criticità strutturali e problemi di sicurezza? Per Castellano la risposta è chiara: «Sostituire un degrado con un altro, spacciandolo per "messa in sicurezza", è inaccettabile».