Contaminazioni verde pubblico? Il vicesindaco di Giovinazzo smorza gli attacchi degli avversari
La controreplica di Gaetano Depalo a PrimaVera Alternativa
venerdì 17 aprile 2026
10.47
Dopo il nuovo attacco arrivato nella giornata di ieri, 16 aprile, da PrimaVera Alternativa sulla questione delle presunte sostanze nocive nel verde pubblico (qui la nota), il vicesindaco di Giovinazzo, Gaetano Depalo, ha inteso controreplicare per chiudere la vicenda. Questo il testo integrale giunto in redazione:
«Un concentrato di scuse banali a giustificazione di una procedura approssimativa. Ero certo, ci avrei scommesso, che sarebbe emerso un nuovo episodio, mai menzionato finora: d'altronde, era difficile trovare un appiglio diverso in questo tentativo di arrampicarsi sugli specchi.
In più, com'era prevedibile, sono stati citati e tirati in ballo altri elementi quali:
• Cipermetrina: 0,010 mg/kg
• Oxyfluorfen: 0,010 mg/kg
• Piperonyl butoxide: 0,005 mg/kg
• Glyphosate: < 0,010 mg/kg (già evidenziato in precedenza) cercando di spostare maldestramente l'attenzione rispetto al rilevato del 10/03/2026 che cristallizzava un corposo 7%.
Ovviamente, non vengono riportate da PVA le percentuali relative agli altri elementi presenti (ma che strano!): questo perché i valori sono al limite della rilevabilità. Parliamo di concentrazioni talmente basse da escludere qualsiasi ipotesi di contaminazione.
A questo punto, alcune domande sorgono spontanee; quesiti che, probabilmente, non avranno mai risposta. Chi ha effettuato questa irrorazione, se è assolutamente certo che non è mai stata autorizzata dagli uffici comunali?
Mi permetto di dare un consiglio: si accusa quando si hanno le prove; non si insinua, né si ricostruiscono scenari in assenza di fatti certi. Sarebbe bastato chiedere in maniera costruttiva un ovvio monitoraggio per fugare ogni dubbio nell'interesse di tutti, invece di lanciare strali a caso e senza fondamento. Quando si ritiene di avere contezza di responsabilità documentabili, si agisce di conseguenza, poiché nomi e ruoli in un percorso amministrativo sono noti.
Al netto della comprensibile, ma non giustificabile, faziosità, il dato tecnico-scientifico parla chiaro: la concentrazione di elementi chimici sul sito è prossima alla soglia di rilevamento. In sintesi, le stranezze sono molte, così come sono fantasiose le ricostruzioni, tutte prive di elementi oggettivi riscontrabili. L'unico dato certo è quello emerso dalle analisi effettuate il 7 aprile, seguendo la forma e il contraddittorio e come correttezza impone, che hanno riportato un risultato incontrovertibile: non c'è alcuna contaminazione».
«Un concentrato di scuse banali a giustificazione di una procedura approssimativa. Ero certo, ci avrei scommesso, che sarebbe emerso un nuovo episodio, mai menzionato finora: d'altronde, era difficile trovare un appiglio diverso in questo tentativo di arrampicarsi sugli specchi.
In più, com'era prevedibile, sono stati citati e tirati in ballo altri elementi quali:
• Cipermetrina: 0,010 mg/kg
• Oxyfluorfen: 0,010 mg/kg
• Piperonyl butoxide: 0,005 mg/kg
• Glyphosate: < 0,010 mg/kg (già evidenziato in precedenza) cercando di spostare maldestramente l'attenzione rispetto al rilevato del 10/03/2026 che cristallizzava un corposo 7%.
Ovviamente, non vengono riportate da PVA le percentuali relative agli altri elementi presenti (ma che strano!): questo perché i valori sono al limite della rilevabilità. Parliamo di concentrazioni talmente basse da escludere qualsiasi ipotesi di contaminazione.
A questo punto, alcune domande sorgono spontanee; quesiti che, probabilmente, non avranno mai risposta. Chi ha effettuato questa irrorazione, se è assolutamente certo che non è mai stata autorizzata dagli uffici comunali?
Mi permetto di dare un consiglio: si accusa quando si hanno le prove; non si insinua, né si ricostruiscono scenari in assenza di fatti certi. Sarebbe bastato chiedere in maniera costruttiva un ovvio monitoraggio per fugare ogni dubbio nell'interesse di tutti, invece di lanciare strali a caso e senza fondamento. Quando si ritiene di avere contezza di responsabilità documentabili, si agisce di conseguenza, poiché nomi e ruoli in un percorso amministrativo sono noti.
Al netto della comprensibile, ma non giustificabile, faziosità, il dato tecnico-scientifico parla chiaro: la concentrazione di elementi chimici sul sito è prossima alla soglia di rilevamento. In sintesi, le stranezze sono molte, così come sono fantasiose le ricostruzioni, tutte prive di elementi oggettivi riscontrabili. L'unico dato certo è quello emerso dalle analisi effettuate il 7 aprile, seguendo la forma e il contraddittorio e come correttezza impone, che hanno riportato un risultato incontrovertibile: non c'è alcuna contaminazione».