Era scomparso a marzo, trovato senza vita in un negozio a Bari: fermato il proprietario

Il corpo dell'uomo è stato rinvenuto dai Carabinieri: era in avanzato stato di decomposizione e avvolto in alcune buste

sabato 2 maggio 2026 10.28
A cura di Nicola Miccione
Il suo cadavere era in avanzato stato di decomposizione ed era impacchettato in buste per l'imballaggio: è stato trovato così dai Carabinieri al rione Carbonara di Bari il corpo di Michelangelo Scamarcia, 67 anni, di cui era stata denunciata la scomparsa nelle scorse settimane. Per la morte dell'uomo, adesso, c'è un fermo.

Il corpo dell'uomo, che risultava irreperibile dal 31 marzo scorso, è stato trovato senza vita all'interno di un esercizio commerciale, Moda Casa, ubicato in piazza Umberto. I militari hanno portato via il presunto responsabile, il titolare dell'attività, un 42enne di nazionalità cinese, al termine di accertamenti diretti dal pubblico ministero Claudio Pinto: il titolare è stato sottoposto a fermo con l'ipotesi di reato di omicidio volontario, portato via e salvato dal sicuro linciaggio delle persone.

Al momento del trasferimento si sono registrati momenti di tensione. Il corpo dell'uomo, la cui scomparsa era stata denunciata nei giorni scorsi, è stato rinvenuto alle ore 11.50 dai militari dell'Arma. Il cadavere era in avanzato stato di decomposizione e avvolto in buste per l'imballaggio. Determinanti, per risalire al luogo del ritrovamento, sarebbero stati alcuni movimenti sospetti sul conto della vittima, con ripetuti tentativi di prelievo bancomat effettuati proprio da parte del negozio.

​L'indagine, aperta per omicidio, si concentra sulla ricostruzione delle ultime ore di vita dell'uomo. Secondo quanto si apprende, i militari della Compagnia di Bari San Paolo sarebbero riusciti a risalire al negozio anche attraverso una serie di tentativi di prelievo bancomat effettuati dal conto della vittima proprio all'interno di quell'esercizio. Sul cadavere, intanto, da una prima ispezione, non sarebbero stati rilevati dei segni di violenza, ma non si esclude un decesso per soffocamento.

L'uomo, che è ora in carcere, in una cella di Bari, durante l'interrogatorio con i militari avrebbe confessato di averlo ucciso soffocandolo con un sacchetto. Non è ancora chiaro il movente. Sembra che tra i due ci sia stato un litigio, ma il presunto responsabile non sarebbe stato in grado di spiegare le motivazioni. Il 67enne viveva da solo. L'ultimo contatto coi familiari risale allo scorso 31 marzo, quando un messaggio annunciava il rientro a casa in serata. Invece non è mai tornato.

Da quel momento, poi, il telefono è risultato spento. La scomparsa era stata segnalata anche alla trasmissione "Chi l'ha visto?". Nei prossimi giorni, intanto, verrà disposta l'autopsia. Il presunto omicida è stato individuato grazie anche all'esame dei sistemi di videosorveglianza e dai i prelievi fatti sulle carte della vittima.