Morte di Sofia Lorusso, 3 anni e 11 mesi al ragazzo di Adelfia che tamponò la sua minicar

L'imputato, un 26enne, ha patteggiato. Riconosciuta l’aggravante della velocità

martedì 7 luglio 2026 11.15
A cura di Nicola Miccione
Tre anni e 11 mesi. È la condanna di primo grado disposta, dopo un processo con il giudizio abbreviato innanzi al Tribunale di Bari e stabilita attraverso il rito del patteggiamento. per il 26enne di Adelfia che al volante della sua Volvo provocò un sinistro, in cui perse la vita la 16enne Sofia Lorusso, alla guida di una minicar.

I fatti sono avvenuti nel corso della notte tra il 26 ed il 27 maggio 2025. Nel violento impatto rimase gravemente ferita l'amica, oggi 19enne, che fu sbalzata fuori dell'abitacolo. Dopo essere stata tamponata la 16enne rimase incastrata nelle lamiere e fu necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Bari per estrarla. Fu ricoverata in gravissime condizioni nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari, dove, però, morì il giorno dopo per le lesioni riportate.

Le indagini, affidate agli agenti della Polizia Locale di Bari, coordinate dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e dal pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica del capoluogo pugliese, Angela Morea, accertarono le responsabilità del 26enne residente ad Adelfia, che però non risponde del reato di omissione di soccorso, perché subito dopo l'incidente si fermò e chiese aiuto. Sottoposto dagli stessi agenti ad alcoltest e drugtest (per alcol e stupefacenti), risultò negativo.

Quello che gli è stato contestato, invece, è l'omicidio stradale provocato dall'alta velocità. Gli accertamenti hanno evidenziato come l'auto condotta dall'imputato procedesse a una velocità nettamente incompatibile con il contesto urbano, raggiungendo circa 120 chilometri orari in un tratto dove il limite consentito è di 50.