Chiarielli
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Primo Maggio: dignità, sicurezza e tutele nell’era dell’intelligenza artificiale

La nota completa del Presidente della Camera dei Giuslavoristi di Trani, MicheleAlfredo Chiariello

Il 1° maggio rappresenta molto più di una semplice ricorrenza, un momento in cui interrogarsi sul valore reale del lavoro nella società contemporanea. In questa riflessione, MicheleAlfredo Chiariello, il Presidente della Camera dei Giuslavoristi di Trani pone al centro la dignità della persona, le tutele e le sfide poste dalle trasformazioni tecnologiche.

La nota completa:

Il 1° maggio non deve essere soltanto una ricorrenza simbolica. Non deve trasformarsi nel giorno delle frasi solenni, della retorica a buon mercato, della momentanea pulizia delle coscienze. La Festa del Lavoro ha senso solo se resta un'occasione vera di riflessione: non per celebrare astrattamente il lavoro, ma per chiederci, con serietà, quale lavoro vogliamo difendere, quali tutele intendiamo garantire e quale dignità siamo disposti a riconoscere a chi lavora.

Nel 2026 questa riflessione assume un significato ancora più attuale, perché si colloca dentro una fase storica segnata da profonde trasformazioni produttive, tecnologiche e organizzative. Il tema del lavoro dignitoso, della sicurezza e delle tutele nell'era dell'intelligenza artificiale ci impone una domanda centrale: quale spazio vogliamo riconoscere alla persona dentro il lavoro che cambia?

L'intelligenza artificiale, l'automazione, gli algoritmi e le nuove forme di organizzazione aziendale possono certamente rappresentare strumenti di crescita, efficienza e innovazione. Ma nessun progresso può dirsi davvero tale, se produce precarietà, isolamento, marginalizzazione, compressione dei diritti o indebolimento delle garanzie fondamentali.

Il lavoro non può essere ridotto a dato, prestazione, produttività o algoritmo. Il lavoro resta, prima di tutto, dignità della persona. Resta diritto, responsabilità, inclusione, sicurezza, retribuzione adeguata, stabilità, libertà, partecipazione.

E proprio per questo il diritto del lavoro continua ad avere una funzione essenziale: accompagnare il cambiamento senza consentire che il cambiamento diventi arretramento delle tutele.

Come giuslavoristi siamo chiamati, oggi più che mai, a presidiare questo equilibrio delicato: favorire l'innovazione senza smarrire la centralità della persona; comprendere le nuove dinamiche del mercato senza accettare che la tecnologia diventi una zona franca rispetto ai diritti; leggere il futuro senza dimenticare i principi fondamentali della nostra Costituzione e dello Statuto dei Lavoratori.

La sicurezza sul lavoro, poi, resta una ferita aperta. Ogni infortunio grave, ogni morte sul lavoro, ogni omissione nella prevenzione ci ricorda che la sicurezza non è una formula astratta, ma una responsabilità concreta. Perché non c'è lavoro dignitoso senza sicurezza. Non c'è sicurezza. senza responsabilità. Non c'è futuro, se chi lavora resta solo davanti al cambiamento.

In questa giornata, come Presidente della Camera dei Giuslavoristi di Trani, rivolgo un pensiero a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, a chi cerca un'occupazione, a chi vive condizioni di precarietà, a chi ha perso il lavoro, a chi è morto sul lavoro, ai superstiti, a chi ogni giorno difende il proprio posto con fatica, competenza e senso di responsabilità.

Il 1° maggio deve ricordarci che il lavoro non è soltanto occupazione: è dignità, libertà, futuro, sicurezza.

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