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Cronaca
Benedetta Pilato e Chiara Tarantino fermate a Singapore per furto: intervenuta la Farnesina
La ricostruzione della vicenda che ha coinvolto giorni fa le due nuotatrici pugliesi
Puglia - venerdì 29 agosto 2025
15.27
Le nuotatrici azzurre Benedetta Pilato e Chiara Tarantino, in rientro a casa da una vacanza dopo i mondiali, sono state fermate il 14 agosto all'aeroporto di Singapore con l'accusa di furto. Come riportato dall'agenzia Lapresse, lo si apprende da fonti dalla Farnesina. Grazie al tempestivo intervento della nostra Ambasciata – spiegano le stesse fonti – le connazionali sono state prontamente rilasciate dopo qualche ora. Hanno poi alloggiato in hotel fino al loro rientro in Italia avvenuto il 20 agosto.
Benedetta Pilato, 20 anni, nata a Taranto, atleta del CC Aniene, è una delle nuotatrici più in vista del nuovo panorama italiano. Agli ultimi Mondiali disputati a Singapore ha conquistato il bronzo nei 50 rana (con il tempo di 30″14), quinta medaglia iridata consecutiva in questa specialità.
Chiara Tarantino, 22 anni, nata a Corato (Bari), è un'atleta delle Fiamme Gialle/In Sport Rane Rosse. Ai Mondiali si è piazzata al quarto posto nella 4×100 mista stile libero e al settimo posto nella 4×100 sl.
Pilato ha poi commentato l'accaduto con un post su Instagram. "Desidero condividere alcune considerazioni in merito a quanto recentemente emerso sulla mia persona. Durante il mio rientro dall'Asia, a seguito della partecipazione ai Campionati Mondiali e di un breve soggiorno privato con altri miei compagni della nazionale di nuoto, mio malgrado, sono stata indirettamente coinvolta in uno spiacevole episodio gestito dalle autorità aeroportuali di Singapore", ha comunicato l'azzurra.
"In giorni che avrebbero dovuto essere soprattutto di riposo e di relax mentale, ho invece attraversato, lontana da casa, momenti particolarmente difficili, che poi fortunatamente si sono rilevati essere indipendenti dalla mia volontà, ma che mi hanno profondamente segnato sul piano umano. Tengo a precisare che ho collaborato fin da subito con le autorità locali, con il pieno supporto dell'Ambasciata Italiana. La vicenda fortunatamente si è conclusa in poche ore, senza nessuna implicazione, grazie anche alla mia massima trasparenza nei confronti delle stesse autorità aeroportuali di Singapore".
"Non ho mai avuto intenzione di compiere gesti inadeguati, e chi mi conosce sa quanto tengo ai valori dello sport, alla correttezza e all'onestà personale. Da questa esperienza comunque traggo grandi insegnamenti sulla prudenza, sulla responsabilità individuale e sul valore delle persone che mi circondano. Adesso torno nuovamente a concentrarmi con serenità e maggior determinazione sul mio percorso sportivo. Ringrazio profondamente chi mi ha sostenuta con discrezione, senza giudizi gratuiti, e chi continua a credere in me", ha aggiunto.
Benedetta Pilato, 20 anni, nata a Taranto, atleta del CC Aniene, è una delle nuotatrici più in vista del nuovo panorama italiano. Agli ultimi Mondiali disputati a Singapore ha conquistato il bronzo nei 50 rana (con il tempo di 30″14), quinta medaglia iridata consecutiva in questa specialità.
Chiara Tarantino, 22 anni, nata a Corato (Bari), è un'atleta delle Fiamme Gialle/In Sport Rane Rosse. Ai Mondiali si è piazzata al quarto posto nella 4×100 mista stile libero e al settimo posto nella 4×100 sl.
Pilato ha poi commentato l'accaduto con un post su Instagram. "Desidero condividere alcune considerazioni in merito a quanto recentemente emerso sulla mia persona. Durante il mio rientro dall'Asia, a seguito della partecipazione ai Campionati Mondiali e di un breve soggiorno privato con altri miei compagni della nazionale di nuoto, mio malgrado, sono stata indirettamente coinvolta in uno spiacevole episodio gestito dalle autorità aeroportuali di Singapore", ha comunicato l'azzurra.
"In giorni che avrebbero dovuto essere soprattutto di riposo e di relax mentale, ho invece attraversato, lontana da casa, momenti particolarmente difficili, che poi fortunatamente si sono rilevati essere indipendenti dalla mia volontà, ma che mi hanno profondamente segnato sul piano umano. Tengo a precisare che ho collaborato fin da subito con le autorità locali, con il pieno supporto dell'Ambasciata Italiana. La vicenda fortunatamente si è conclusa in poche ore, senza nessuna implicazione, grazie anche alla mia massima trasparenza nei confronti delle stesse autorità aeroportuali di Singapore".
"Non ho mai avuto intenzione di compiere gesti inadeguati, e chi mi conosce sa quanto tengo ai valori dello sport, alla correttezza e all'onestà personale. Da questa esperienza comunque traggo grandi insegnamenti sulla prudenza, sulla responsabilità individuale e sul valore delle persone che mi circondano. Adesso torno nuovamente a concentrarmi con serenità e maggior determinazione sul mio percorso sportivo. Ringrazio profondamente chi mi ha sostenuta con discrezione, senza giudizi gratuiti, e chi continua a credere in me", ha aggiunto.