La storia della piccola Sesili
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Sanità

La storia della piccola Sesili, salvata a San Giovanni Rotondo

A soli 18 mesi ha subito un lunghissimo intervento per un raro tumore al cervello

18 mesi e un tumore raro al cervello, salva grazie a un'eccezionale intervento di 10 ore. La piccola Sesili oggi sta bene e dopo aver temuto il peggio può finalmente tornare a sorridere. Un intervento sanitario a carattere umanitario autorizzato dalla Regione Puglia e eseguito con successo dal reparto di neurochirurgia dell'IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (Fg), diretto dal professor Leonardo Gorgoglione.

Vi raccontiamo la sua storia, condivisa sulla pagina Facebook di Casa Sollievo della Sofferenza.

Sesili ha 18 mesi e viene dalla Georgia. A fine marzo è arrivata in Casa Sollievo della Sofferenza grazie ad un "intervento sanitario a carattere umanitario" autorizzato dalla Regione Puglia.

La diagnosi di partenza: presupposta difficoltà visiva causata da una massa nel cervello. Dai primi accertamenti, poi, è emerso che il tumore occupava circa un 1/4 del volume totale del cervello, una condizione definita "inoperabile" nel suo paese.

«Abbiamo deciso di operare subito la piccola ‒ ha spiegato Leonardo Gorgoglione, direttore della Neurochirurgia ‒. È stato un intervento durato circa 10 ore, poiché il tumore, oltre ad aver modificato la struttura anatomica del cranio e del cervello, partiva dall'ipotalamo e coinvolgeva tutti i vasi del poligono di Willis. È doveroso ringraziare tutti i chirurghi, i medici anestesisti, e tutto il personale di sala operatoria. Siamo riusciti a rimuovere con successo una massa tumorale di 6 cm x 5 cm».

«Il tumore, per la sua posizione, comprimeva l'ipofisi, la più importante ghiandola endocrina del cervello che "dirige" e regolamenta tutte le altre – ha sottolineato Alfredo Del Gaudio, direttore di Anestesia e Rianimazione II –. In questo ultimo mese in Terapia Intensiva abbiamo lavorato per riequilibrare, con infusioni continue e somministrazioni via sondino o nelle vene, il suo alterato metabolismo dei liquidi ed evitare che rischiasse di disidratarsi. Ci siamo sostituiti alla sua ipofisi, esistente ma poco funzionante. Prima di poterla dimettere dobbiamo trovare il giusto equilibrio e stabilizzare tutti i parametri vitali».

La mamma Nino e il papa Iosebi hanno ringraziato tutti i soggetti coinvolti in questo disperato tentativo di salvataggio: «grazie alla Regione Puglia, alla Direzione Generale dell'Ospedale che ha predisposto anche l'accoglienza, ai medici, agli infermieri, ai tecnici e agli operatori socio sanitari che ci sono stati vicini in questo periodo di pandemia, quando potevamo vedere la piccola solo per poche ore. Hanno fatto di tutto e questo ci ha rassicurati. Grazie anche alle famiglie italiane che ci hanno supportato. Non lo dimenticheremo mai».

Scongiurato il pericolo di morte, adesso per la piccola si aprono nuove possibilità di vita. Nei prossimi giorni Sesili sarà dimessa, non prima di aver individuato un centro di riabilitazione di elevata specializzazione idoneo a proseguire un caso così complesso.
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