
Cronaca
Manduria, blitz della Polizia: 21 arresti per un presunto clan mafioso
Operazione della Squadra Mobile di Taranto coordinata dalla Dda di Lecce
Puglia - venerdì 25 settembre 2026
9.46
Ventuno persone sono state raggiunte da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Lecce, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia. L'operazione è stata eseguita dalla Polizia di Stato nei confronti di soggetti ritenuti, allo stato delle indagini, presunti componenti di un sodalizio criminale di tipo mafioso con base operativa a Manduria.
Le contestazioni comprendono l'associazione di tipo mafioso prevista dall'articolo 416 bis del codice penale, l'associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, la detenzione illegale di armi da guerra e relativo munizionamento, il porto illegale di armi comuni da sparo con matricola abrasa, la ricettazione, il porto in luogo pubblico di ordigni esplosivi, l'estorsione e la rapina. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le condotte sarebbero state aggravate dall'utilizzo delle condizioni di assoggettamento e omertà derivanti dall'appartenenza al clan e dalla finalità di agevolarne l'attività.
Tra le contestazioni estorsive figurano episodi ai danni di imprenditori locali e degli occupanti abusivi di un complesso residenziale di Manduria. Questi ultimi, secondo l'ipotesi accusatoria, sarebbero stati costretti a versare mensilmente somme di denaro al sodalizio, dietro minacce di violente aggressioni fisiche o del distacco delle utenze domestiche. L'attività investigativa è stata condotta dagli uomini della Squadra Mobile di Taranto, sotto il coordinamento della Dda di Lecce, e ha documentato, secondo gli inquirenti, le attività illecite del gruppo dal termine del 2021 ai primi mesi del 2023.
Tra i destinatari della misura cautelare figura anche quello che gli investigatori indicano come il presunto «capoclan», noto con il soprannome di «Stellina», descritto come storico fondatore e guida dell'omonimo sodalizio operante a Manduria e nei comuni limitrofi. Secondo quanto riferito dalla Polizia, l'uomo avrebbe rappresentato per decenni un punto di riferimento nelle dinamiche della criminalità organizzata legata alla Sacra Corona Unita.
Le precedenti indagini della Dda di Lecce, inoltre, avrebbero documentato i tentativi dell'uomo di mantenere la leadership dell'organizzazione anche durante la lunga detenzione e il regime del carcere duro, attraverso direttive e ordini veicolati all'esterno tramite sodali e canali familiari. Nell'inchiesta figurano anche altri soggetti ritenuti dagli investigatori esponenti storici della criminalità organizzata locale, ai quali sarebbe stato affidato il compito di garantire l'operatività del sodalizio sul territorio.
L'indagine ha inoltre raccolto elementi utili, secondo gli inquirenti, alla ricostruzione della dinamica dell'omicidio di Natale Nasser Baktiari, ucciso a Manduria il 23 febbraio 2023. Secondo l'ipotesi investigativa, la vittima sarebbe stata mandata dal fratello, indicato come figura di rilievo in un canale di approvvigionamento di cocaina per conto del sodalizio, per riscuotere un credito legato a una precedente cessione di droga. Per quell'omicidio, nel febbraio 2023, gli indagati erano già stati sottoposti a un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura ed eseguito dalla Squadra Mobile di Taranto. Gli elementi raccolti vengono ora indicati dagli investigatori come ulteriormente riscontrati nell'ambito dell'attuale quadro cautelare.
Alle operazioni hanno collaborato anche gli equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine di Lecce e Bari, i Cinofili antiesplosivo e antidroga di Bari e Napoli, le Squadre Mobili di Avellino, Benevento, Brindisi, Lecce, Matera e Potenza e le Sisco di Lecce, Napoli e Potenza.
Per tutti gli indagati, si ricorda, vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Le contestazioni comprendono l'associazione di tipo mafioso prevista dall'articolo 416 bis del codice penale, l'associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, la detenzione illegale di armi da guerra e relativo munizionamento, il porto illegale di armi comuni da sparo con matricola abrasa, la ricettazione, il porto in luogo pubblico di ordigni esplosivi, l'estorsione e la rapina. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le condotte sarebbero state aggravate dall'utilizzo delle condizioni di assoggettamento e omertà derivanti dall'appartenenza al clan e dalla finalità di agevolarne l'attività.
Tra le contestazioni estorsive figurano episodi ai danni di imprenditori locali e degli occupanti abusivi di un complesso residenziale di Manduria. Questi ultimi, secondo l'ipotesi accusatoria, sarebbero stati costretti a versare mensilmente somme di denaro al sodalizio, dietro minacce di violente aggressioni fisiche o del distacco delle utenze domestiche. L'attività investigativa è stata condotta dagli uomini della Squadra Mobile di Taranto, sotto il coordinamento della Dda di Lecce, e ha documentato, secondo gli inquirenti, le attività illecite del gruppo dal termine del 2021 ai primi mesi del 2023.
Tra i destinatari della misura cautelare figura anche quello che gli investigatori indicano come il presunto «capoclan», noto con il soprannome di «Stellina», descritto come storico fondatore e guida dell'omonimo sodalizio operante a Manduria e nei comuni limitrofi. Secondo quanto riferito dalla Polizia, l'uomo avrebbe rappresentato per decenni un punto di riferimento nelle dinamiche della criminalità organizzata legata alla Sacra Corona Unita.
Le precedenti indagini della Dda di Lecce, inoltre, avrebbero documentato i tentativi dell'uomo di mantenere la leadership dell'organizzazione anche durante la lunga detenzione e il regime del carcere duro, attraverso direttive e ordini veicolati all'esterno tramite sodali e canali familiari. Nell'inchiesta figurano anche altri soggetti ritenuti dagli investigatori esponenti storici della criminalità organizzata locale, ai quali sarebbe stato affidato il compito di garantire l'operatività del sodalizio sul territorio.
L'indagine ha inoltre raccolto elementi utili, secondo gli inquirenti, alla ricostruzione della dinamica dell'omicidio di Natale Nasser Baktiari, ucciso a Manduria il 23 febbraio 2023. Secondo l'ipotesi investigativa, la vittima sarebbe stata mandata dal fratello, indicato come figura di rilievo in un canale di approvvigionamento di cocaina per conto del sodalizio, per riscuotere un credito legato a una precedente cessione di droga. Per quell'omicidio, nel febbraio 2023, gli indagati erano già stati sottoposti a un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura ed eseguito dalla Squadra Mobile di Taranto. Gli elementi raccolti vengono ora indicati dagli investigatori come ulteriormente riscontrati nell'ambito dell'attuale quadro cautelare.
Alle operazioni hanno collaborato anche gli equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine di Lecce e Bari, i Cinofili antiesplosivo e antidroga di Bari e Napoli, le Squadre Mobili di Avellino, Benevento, Brindisi, Lecce, Matera e Potenza e le Sisco di Lecce, Napoli e Potenza.
Per tutti gli indagati, si ricorda, vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
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