
Territorio
Oliva Alta Daunia, riconoscimento DOP. La Puglia raggiunge quota 63 prodotti DOP e IGP
Paolicelli: «Un risultato che dà valore al lavoro degli olivicoltori e premia l'impegno del Consorzio nella tutela di una produzione»
Puglia - lunedì 26 ottobre 2026
12.27 Comunicato Stampa
L'Oliva Alta Daunia ottiene il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (DOP) e arricchisce il patrimonio delle produzioni certificate della Puglia, che raggiunge così quota 63 prodotti DOP e IGP: 25 appartenenti al comparto agroalimentare e 38 al settore vitivinicolo.
La registrazione europea riconosce il valore di una produzione profondamente legata alla storia agricola della provincia di Foggia, frutto delle caratteristiche del territorio e delle competenze maturate nel tempo dagli operatori della filiera olivicola.
La denominazione è riservata alle olive da mensa della varietà Peranzana, raccolte intere allo stadio di maturazione "cangiante", con tonalità che vanno dal violaceo al marrone, e conservate in salamoia. Tra gli elementi distintivi figurano la consistenza della polpa, che si separa facilmente dal nocciolo, e il profilo organolettico, caratterizzato da note erbacee e sentori di carciofo, pomodoro acerbo e tostato.
La zona di produzione comprende i territori comunali di San Paolo di Civitate, Apricena, Torremaggiore, San Severo e Lucera. Le condizioni pedoclimatiche dell'Alta Daunia, la tradizionale forma di allevamento a "vaso sanseverese" e il metodo di trasformazione "greco al naturale", basato sulla fermentazione spontanea in salamoia senza additivi o coloranti artificiali, contribuiscono a definire l'unicità del prodotto. Il disciplinare di produzione garantisce il rispetto delle caratteristiche riconosciute e la tracciabilità lungo la filiera.
«Ogni denominazione riconosciuta - dichiara l'assessore all'Agricoltura e sviluppo rurale della Regione Puglia, Francesco Paolicelli - racconta una storia fatta di lavoro, conoscenze e tradizioni che si tramandano da generazioni. Con la DOP Oliva Alta Daunia, questa storia trova un'importante conferma a livello europeo. Desidero ringraziare i produttori, che hanno creduto nel valore della propria produzione, e il Consorzio, che ha accompagnato con determinazione il percorso necessario a raggiungere questo risultato. Valorizzare le produzioni certificate significa anche proteggere il lavoro delle nostre imprese, garantire ai consumatori trasparenza e autenticità e contrastare i fenomeni di illegalità, contraffazione e concorrenza sleale che penalizzano chi opera nel rispetto delle regole. Investire sulla qualità e sull'identità territoriale è una scelta strategica per rafforzare la competitività delle filiere pugliesi, tutelare il reddito dei produttori e consolidare la reputazione della nostra agricoltura sui mercati nazionali e internazionali. Il riconoscimento dell'Oliva Alta Daunia – conclude Paolicelli - rappresenta un nuovo passo in questa direzione e arricchisce un patrimonio di eccellenze che rende la Puglia sempre più riconoscibile».
La registrazione europea riconosce il valore di una produzione profondamente legata alla storia agricola della provincia di Foggia, frutto delle caratteristiche del territorio e delle competenze maturate nel tempo dagli operatori della filiera olivicola.
La denominazione è riservata alle olive da mensa della varietà Peranzana, raccolte intere allo stadio di maturazione "cangiante", con tonalità che vanno dal violaceo al marrone, e conservate in salamoia. Tra gli elementi distintivi figurano la consistenza della polpa, che si separa facilmente dal nocciolo, e il profilo organolettico, caratterizzato da note erbacee e sentori di carciofo, pomodoro acerbo e tostato.
La zona di produzione comprende i territori comunali di San Paolo di Civitate, Apricena, Torremaggiore, San Severo e Lucera. Le condizioni pedoclimatiche dell'Alta Daunia, la tradizionale forma di allevamento a "vaso sanseverese" e il metodo di trasformazione "greco al naturale", basato sulla fermentazione spontanea in salamoia senza additivi o coloranti artificiali, contribuiscono a definire l'unicità del prodotto. Il disciplinare di produzione garantisce il rispetto delle caratteristiche riconosciute e la tracciabilità lungo la filiera.
«Ogni denominazione riconosciuta - dichiara l'assessore all'Agricoltura e sviluppo rurale della Regione Puglia, Francesco Paolicelli - racconta una storia fatta di lavoro, conoscenze e tradizioni che si tramandano da generazioni. Con la DOP Oliva Alta Daunia, questa storia trova un'importante conferma a livello europeo. Desidero ringraziare i produttori, che hanno creduto nel valore della propria produzione, e il Consorzio, che ha accompagnato con determinazione il percorso necessario a raggiungere questo risultato. Valorizzare le produzioni certificate significa anche proteggere il lavoro delle nostre imprese, garantire ai consumatori trasparenza e autenticità e contrastare i fenomeni di illegalità, contraffazione e concorrenza sleale che penalizzano chi opera nel rispetto delle regole. Investire sulla qualità e sull'identità territoriale è una scelta strategica per rafforzare la competitività delle filiere pugliesi, tutelare il reddito dei produttori e consolidare la reputazione della nostra agricoltura sui mercati nazionali e internazionali. Il riconoscimento dell'Oliva Alta Daunia – conclude Paolicelli - rappresenta un nuovo passo in questa direzione e arricchisce un patrimonio di eccellenze che rende la Puglia sempre più riconoscibile».

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