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Cronaca
Reti fantasma individuate sui fondali del Salento: intervento dei Carabinieri subacquei
Le attrezzature da pesca abbandonate sono state rinvenute tra Gallipoli e Porto Cesareo
Puglia - domenica 2 agosto 2026
Reti da pesca abbandonate sui fondali marini sono state individuate dai Carabinieri subacquei nello specchio d'acqua compreso tra Gallipoli e Porto Cesareo, nel Salento, nel corso di una serie di immersioni e attività di perlustrazione.
L'intervento si inserisce nell'ambito dell'operazione "Ambiente", il programma di controlli promosso dall'Arma per verificare l'integrità delle condotte sottomarine dei depuratori, attraverso le quali le acque reflue vengono convogliate in mare. Durante le ispezioni i militari hanno rinvenuto alcune reti a strascico adagiate sul fondale. Le attrezzature saranno recuperate nei prossimi giorni, poiché la loro permanenza in mare rappresenta un serio pericolo per l'ecosistema.
Come spiegano i Carabinieri, le cosiddette "reti fantasma", quando vengono disperse o abbandonate, continuano infatti a intrappolare pesci e altri organismi marini, alterando gli equilibri naturali. Inoltre possono provocare danni alle praterie di Posidonia oceanica e ai popolamenti coralligeni, habitat di fondamentale importanza per la biodiversità del Mediterraneo.
L'operazione conferma l'impegno delle forze dell'ordine nella tutela dell'ambiente marino, attraverso attività di monitoraggio finalizzate sia alla salvaguardia degli ecosistemi sia al contrasto delle pratiche illecite che mettono a rischio il patrimonio naturale delle coste pugliesi.
L'intervento si inserisce nell'ambito dell'operazione "Ambiente", il programma di controlli promosso dall'Arma per verificare l'integrità delle condotte sottomarine dei depuratori, attraverso le quali le acque reflue vengono convogliate in mare. Durante le ispezioni i militari hanno rinvenuto alcune reti a strascico adagiate sul fondale. Le attrezzature saranno recuperate nei prossimi giorni, poiché la loro permanenza in mare rappresenta un serio pericolo per l'ecosistema.
Come spiegano i Carabinieri, le cosiddette "reti fantasma", quando vengono disperse o abbandonate, continuano infatti a intrappolare pesci e altri organismi marini, alterando gli equilibri naturali. Inoltre possono provocare danni alle praterie di Posidonia oceanica e ai popolamenti coralligeni, habitat di fondamentale importanza per la biodiversità del Mediterraneo.
L'operazione conferma l'impegno delle forze dell'ordine nella tutela dell'ambiente marino, attraverso attività di monitoraggio finalizzate sia alla salvaguardia degli ecosistemi sia al contrasto delle pratiche illecite che mettono a rischio il patrimonio naturale delle coste pugliesi.
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