Giuseppe Amorese
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Attualità

Un’opera del cerignolano Giuseppe Amorese come scenografia all'evento Premio Margutta di Roma

L'artista presenta “Apri gli occhi”, un’opera pittorica spettacolare e al tempo stesso perturbante

In occasione del Premio Margutta 2026, prestigioso appuntamento dedicato all'arte e alla moda nella storica Via Margutta a Roma, il cui presidente onorario è il premio Oscar Gabriele Salvatores, l'artista Giuseppe Amorese presenterà un'installazione che costituirà la scenografia dell'evento.

La manifestazione è organizzata dalla rinomata Galleria d'arte monogramma e rappresenta uno degli appuntamenti culturali più attesi del panorama artistico romano.

Per questa edizione, la scenografia composta da sette opere pittoriche di diversi artisti, tra i quali Giuseppe Amorese, sarà allestita in una modalità del tutto inedita: opere sospese tra due edifici di Via Margutta, una suggestiva scenografia aerea capace di trasformare lo spazio urbano in un'esperienza visiva collettiva. Al termine dell'evento, l'installazione resterà visibile al pubblico per un'intera settimana.

La presenza di Giuseppe Amorese al Premio Margutta si inserisce in un lungo percorso di collaborazione con la manifestazione. L'artista è infatti protagonista dell'evento con la sua arte da oltre vent'anni: la sua prima partecipazione risale a 23 anni fa e, da allora, l'artista ha presentato numerose performance, installazioni e progetti artistici che hanno contribuito a caratterizzarne l'identità culturale.

Per l'edizione 2026, che si svolgerà Venerdì 12 Giugno, Amorese presenta "Apri gli occhi", un'opera pittorica spettacolare e al tempo stesso perturbante, capace di coinvolgere lo spettatore sul piano emotivo e sociale.

Descrizione dell'opera:
Un elefante precipita dal cielo per interrompere la conformità delle regole e generare un senso di spaesamento collettivo. Un' esperienza visiva così diretta e spettacolare quanto straniante. Il significato artistico si lega alla poetica dell'artista: "il potere dell'arte rende possibile l'impossibile". L'elefante, tradizionalmente associato a forza e stabilità, appare qui vulnerabile e fuori contesto. La sua caduta diventa metafora del crollo delle certezze contemporanee, del peso delle crisi sociali e della fragilità della condizione umana. L'opera mette così in discussione il rapporto tra individuo e realtà, ma anche quello più intimo tra l'essere umano e le proprie percezioni ed emozioni. Un'impatto visivo capace di scavare nelle sensazioni più profonde dello spettatore. Meraviglia e inquietudine convivono nello stesso istante, trasformando lo spazio pubblico in un luogo di riflessione condivisa.
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