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Cronaca
Frode sugli ormeggi nel porto di Otranto: denunciate 53 persone
False residenze e irregolarità per ottenere posti barca e agevolazioni fiscali
Puglia - mercoledì 22 aprile 2026
16.16
I finanzieri della sezione operativa navale di Otranto hanno scoperto un sistema fraudolento finalizzato all'ottenimento illecito di posti barca e all'evasione dei tributi comunali. L'indagine ha portato alla denuncia di 53 persone, accusate a vario titolo di falso ideologico e truffa aggravata.
L'attività investigativa si è concentrata sull'analisi della documentazione presentata per un bando pubblico relativo all'assegnazione di ormeggi nel porto di Otranto. Secondo quanto emerso, numerosi richiedenti avrebbero alterato in modo sistematico la propria situazione anagrafica e logistica.
In particolare, su oltre 250 posizioni esaminate, sono state riscontrate più di 50 irregolarità, tra residenze fittizie e false sedi operative dichiarate nel territorio comunale. Tali dichiarazioni sarebbero state utilizzate per ottenere punteggi più alti in graduatoria, sfruttando i criteri di priorità previsti per residenti e imprese locali.
I finanzieri hanno inoltre verificato le richieste di agevolazioni per persone con disabilità, accertando che alcuni richiedenti erano in possesso della sola certificazione di invalidità civile, senza i requisiti specifici richiesti dal bando. L'operazione ha avuto conseguenze anche sul piano fiscale: la scoperta delle false residenze ha comportato la perdita delle agevolazioni per la prima casa e consentirà il recupero dell'Imu non versata, per un totale stimato di circa 80mila euro.
L'attività investigativa si è concentrata sull'analisi della documentazione presentata per un bando pubblico relativo all'assegnazione di ormeggi nel porto di Otranto. Secondo quanto emerso, numerosi richiedenti avrebbero alterato in modo sistematico la propria situazione anagrafica e logistica.
In particolare, su oltre 250 posizioni esaminate, sono state riscontrate più di 50 irregolarità, tra residenze fittizie e false sedi operative dichiarate nel territorio comunale. Tali dichiarazioni sarebbero state utilizzate per ottenere punteggi più alti in graduatoria, sfruttando i criteri di priorità previsti per residenti e imprese locali.
I finanzieri hanno inoltre verificato le richieste di agevolazioni per persone con disabilità, accertando che alcuni richiedenti erano in possesso della sola certificazione di invalidità civile, senza i requisiti specifici richiesti dal bando. L'operazione ha avuto conseguenze anche sul piano fiscale: la scoperta delle false residenze ha comportato la perdita delle agevolazioni per la prima casa e consentirà il recupero dell'Imu non versata, per un totale stimato di circa 80mila euro.


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