Giuditta D’Elia
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Attualità

Giuditta D’Elia ospite al Palazzo di Città a Barletta per prendere parte alla Stanza Divina

L’iniziativa del commissariato a disposizione di chiunque ne abbia bisogno: supporto e protezione a 360° in maniera gratuita

Giuditta D'Elia, la studentessa universitaria di Filosofia di 26 anni, aggredita lo scorso 23 luglio nel Parco Rossani di Bari, è stata accolta ieri giovedì 6 agosto, presso il Palazzo di Città di Barletta. L'incontro è avvenuto con l'obiettivo di avviare un percorso condiviso contro il bullismo e ogni forma di violenza nella Stanza Divina, il presidio dedicato al contrasto della violenza e alla prevenzione del rischio suicidario ospitato all'interno del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Barletta.

La Stanza Divina si trova all'interno del commissariato di Barletta ed è uno strumento in cui con vari professionisti di grande valore come psicologa e avvocato, si mettono a disposizione di chi ne ha bisogno in maniera totalmente gratuita e protetta. Un luogo sicuro in cui chi entra non deve avere paura del giudizio, in quanto i professionisti sono lì, a disposizione e con il cuore, per curare gerite dell'anima e del corpo.

Giuditta si è presentata al Sindaco e ai presenti commossa e grata per l'accoglienza e l'interessamento alla sua spiacevole vicenda. «Come potete vedere, il viso mi è quasi guarito, ma l' anima no!». Ed è subito arrivato il gentile invito a prendere parte alla Stanza Divina da parte di Francesca Rodolfo.

Importante per quest'ultima anche la sensibilizzazione dei ragazzi più giovani, a livello scolastico, con un tour delle scuole supportato dalle azioni dell'amministrazione comunale e le istituzioni: «Purtroppo i ragazzi vivono in un epoca complicata e vanno seguiti passo per passo e da vicino.»

Giuditta ringrazia Francesca per aver ricomposto i pezzi, sin dal di due settimane fa, giorno dell'evento, in cui i giornalisti l'hanno contatta con tatto e umanità. «In un normale giovedì di due settimane fa, un giovedì di lavoro, per una serie sfortunata di eventi ho solo deciso di passare una serata spensierata a Bari, che in realtà non mi è solito fare in quanto mi sto concentrando sulla mia crescita personale focalizzandomi sulla mia passione e professione della filosofia. Quel giorno sono inciampata nella normalità della società, nella violenza della società in cui viviamo. Per questo servono iniziative come la stanza divina, essa agisce come se fosse un cerotto!»

Dalle parole di e dalle sue riflessioni traspare un quadro attinente alla realtà in cui viviamo: «La negativa è propagante, vive con noi, tutti hanno guardato e nessuno si è fermato. Io ero lì per terra con il volto insanguinato e nessuno ha agito… nessuna telefonata né niente. Anche chi è rimasto a guardare mi ha tolto tutto. Grazie ai social ha avuto modo di parlare di come si vive da essere umani. Lì ho ricevuto tanta solidarietà suo social ma non la definisco spontanea in quanto nata esclusivamente dalla violenza. Le mie parole d'amore hanno stupito e generato reazioni sui social, ma questa è la mia lingua, purtroppo ben lontana dalla realtà per la quale cerca di creare una speranza!»

Nei giorni successivi ha subito violenza verbale post esposizione sui social, ma lei non ha paura di continuare ad esporsi, di parlare e dichiarare questa violenza.

«Nel corpo guarirò, ma mi sono sempre chiesta perchè proprio io?», ammette Giuditta. Dopo un un iniziale processo di colpevolizzazione, quasi a giustificare i maltrattatori, pensando che in qualche modo lo meritasse, è giunta alla conclusione che purtroppo non c'è una motivazione: «Io li ho già perdonati. Loro sono più vittime di me, la parola vittima non mi identifica».

Il sindaco dimostra la sua totale solidarietà nei confronti di Giuditta, elogiandola per la sua forza e il suo modo di essere, raccontando degli anni di violenza che ha subito quando lavorava in pronto soccorso e quelli che continua a vivere, non sapendo ancora trovare un perché: «Non c e davvero un perchè e non ci sarà mai una spiegazione. Questi spiacevoli avvenimenti, il fatto che nessuno intervenga, sono il riflesso del cinismo della società, della solitudine della società e degli individui»

Il Sindaco Cannito, infine, ringrazia Giuditta a nome di tutti i presenti per la lezione di vita, per la sua dolcezza, la sua mentalità: «Oggi questa giovane donna ha insegnato qualcosa a tutti noi!».
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