
Calcio
Lecce e Bari in zona retrocessione, nel giorno della rinascita del Foggia
In Serie C Monopoli grande e sfortunato con il Catania. Cerignola e Altamura al top, mentre il Benevento acuisce la crisi del Casarano
Puglia - mercoledì 21 gennaio 2026
Quello appena trascorso è stato un fine settimana dalle emozioni contrastanti per il calcio pugliese. Un week end che da una parte certifica il momento altamente negativo di Bari, Lecce e Casarano, e dall'altro celebra la rinascita di una grande del calcio pugliese come il Foggia.
Una rinascita in stile araba fenice, quella del Foggia, accompagnata dalle importantissime e significative vittorie fuori casa di Audace Cerignola e Team Altamura, ma andiamo con ordine, a partire dalla sconfitta di misura del Lecce a San Siro con il Milan.
Che la seconda trasferta in pochi giorni a San Siro degli uomini di Di Francesco fosse un qualcosa di proibitivo, era chiaro un po' a tutti.
Che nonostante le due sconfitte contro Inter e Milan il Lecce viene via da San Siro a testa ben alta è altrettanto evidente. Per non parlare poi dell'ennesima prestazione monstre di Vladimiro Falcone, un ragazzo sul quale il buon Rino Gattuso dovrebbe, a nostro avviso, farci seriamente un pensierino per fine marzo, perché saremmo pugliesi (e quindi di parte), ma in questi ultimi tempi quanto a vice-Donnarumma in Nazionale si è visto davvero un po' di tutto.
Quel che il Lecce purtroppo paga ancora una volta, oltre naturalmente alla ormai cronica sterilità offensiva, è l'ennesima grossa ingenuità difensiva, perché l'azione del gol del Milan sarà stata anche molto bella, ma tre difensori che nell'area piccola guardano verso la linea di fondo nella speranza che Saelemaekers che non riesca a crossare, e nel mentre perdono completamente di vista Füllkrug (in pratica unico milanista presente nell'area di rigore), ci spiace dirlo, ma è roba che nella pur bistrattata Serie A attuale è del tutto inammissibile.
La sconfitta con il Milan, e la contemporanea ma prevedibilissima risalita in classifica della Fiorentina del compianto Rocco Commisso, portano il Lecce ora in piena zona retrocessione, una condizione alla quale la società deve tentare di rimediare (specie per quel che riguarda l'attacco) sul mercato, altrimenti sarà davvero durissima salvarsi.
Così come sarà davvero dura salvare dalla retrocessione in Serie C un Bari al cui capezzale è stato richiamato in fretta e furia Moreno Longo, con il compito di provare a resuscitare una squadra e un ambiente ormai spento e rassegnato al peggio, la cui rabbia non può di certo essere placata dall'ottenimento della testa del defenestrato Magalini.
Quella della Bari calcistica è ormai una situazione avvelenata e degenerata a tal punto da far passare quasi in secondo piano le pietose vicende di campo, laddove è divenuto un miraggio persino il vedere un tiro in porta della squadra biancorossa.
È in queste condizioni che Moreno Longo deve provare a risollevare una situazione tra il deprimente e il funereo, il tutto condito dalla voglia matta di scappare via da aprte di più di un elemento in rosa, per quella che più che una sessione di mercato di riparazione, sembra essere l'estrema unzione di una squadra, il Bari, e di un'annata, nate male e che rischiano di finire peggio.
Buona fortuna mister Moreno Longo: ne avrai davvero tanto bisogno.
Come già detto nelle note introduttive di questo articolo, alla quasi morte clinica del paziente Bari, fa da contraltare in Serie C la vigorosa rinascita della speranza a Foggia: una speranza targata Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto.
Una speranza, quella dell'acquisizione della società rossonera da parte del figlio di Don Pasquale, che riporta con la memoria ai bei tempi di Zemanlandia una città ferita calcisticamente e non solo, perché parliamoci chiaro: il Foggia la partita con il Giugliano l'aveva già vinta prima di iniziare, con la ressa ai botteghini e con la meravigliosa coreografia del tifo organizzato.
Il rigore parato allo scadere da Perucchini all'ex Ogunseye? Una semplice ciliegina sulla torta. Il brivido finale di un gran bel romanzo dove a nostro avviso andrebbe tributato un grazie anche all'ex presidente Canonico, se non altro per aver contribuito a evitare un secondo caso Taranto.
Detto del Foggia, è stato un gran bel weekend anche quello di Audace Cerignola (1-0 a Siracusa) e Team Altamura (2-1 in casa della Cavese).
A Siracusa la squadra di Vincenzo Maiuri ha fatto un altro importante scatto in classifica agguantando il settimo posto, un piazzamento che solo un paio di mesi fa sembrava pura utopia, con un tecnico sulla graticola e con un duo di attacco ( o presunto tale…) più di "nome" che di fatto.
E non è un caso infatti se con la coppia D'Orazio-Gambale l'Audace Cerignola sembra avere in tutto e per tutto riacquisito quello spirito operaio che tante soddisfazioni ha dato alla tifoseria gialloblu.
Quanto alla Team Altamura, dopo il secondo prestigioso successo esterno consecutivo sul campo della Cavese, oltre alla soddisfazione che allo stato attuale non solo ha cinque punti di vantaggio sulla zona playout, ma inizia a sbirciare con curiosità l'uscio della zona playoff, viene davvero da chiedersi cosa sarebbe la squadra di Devis Mangia se solo avesse un rendimento casalingo appena migliore.
Davvero sfortunato invece il Monopoli, che dopo una grande e sfortunata partita cede solo negli istanti di recupero alla capolista Catania grandi firme, che dopo aver sofferto la verve della squadra di Alberto Colombo, si è portato a casa tre faticosissimi punti grazie a Casasola e all'ex Potenza Caturano.
Ancora una volta male, infine, il Casarano, non tanto per la preventivabile sconfitta per 3-0 sul campo dell'inavvicinabile Benevento di Floro Flores, quanto per un 2026 che peggio non poteva cominciare per una squadra che sembra avere del tutto smarrito l'allegra spensieratezza con la quale ha affrontato la prima parte di campionato.
A complicare il tutto poi ci si è messo il botta e risposta tra il presidente Filograna e il tecnico Vito Di Bari, ad ulteriore testimonianza di una spia della tensione in casa Casarano pericolosamente accesa e che potrebbe portare a conseguenze del tutto imprevedibili.
Una rinascita in stile araba fenice, quella del Foggia, accompagnata dalle importantissime e significative vittorie fuori casa di Audace Cerignola e Team Altamura, ma andiamo con ordine, a partire dalla sconfitta di misura del Lecce a San Siro con il Milan.
Che la seconda trasferta in pochi giorni a San Siro degli uomini di Di Francesco fosse un qualcosa di proibitivo, era chiaro un po' a tutti.
Che nonostante le due sconfitte contro Inter e Milan il Lecce viene via da San Siro a testa ben alta è altrettanto evidente. Per non parlare poi dell'ennesima prestazione monstre di Vladimiro Falcone, un ragazzo sul quale il buon Rino Gattuso dovrebbe, a nostro avviso, farci seriamente un pensierino per fine marzo, perché saremmo pugliesi (e quindi di parte), ma in questi ultimi tempi quanto a vice-Donnarumma in Nazionale si è visto davvero un po' di tutto.
Quel che il Lecce purtroppo paga ancora una volta, oltre naturalmente alla ormai cronica sterilità offensiva, è l'ennesima grossa ingenuità difensiva, perché l'azione del gol del Milan sarà stata anche molto bella, ma tre difensori che nell'area piccola guardano verso la linea di fondo nella speranza che Saelemaekers che non riesca a crossare, e nel mentre perdono completamente di vista Füllkrug (in pratica unico milanista presente nell'area di rigore), ci spiace dirlo, ma è roba che nella pur bistrattata Serie A attuale è del tutto inammissibile.
La sconfitta con il Milan, e la contemporanea ma prevedibilissima risalita in classifica della Fiorentina del compianto Rocco Commisso, portano il Lecce ora in piena zona retrocessione, una condizione alla quale la società deve tentare di rimediare (specie per quel che riguarda l'attacco) sul mercato, altrimenti sarà davvero durissima salvarsi.
Così come sarà davvero dura salvare dalla retrocessione in Serie C un Bari al cui capezzale è stato richiamato in fretta e furia Moreno Longo, con il compito di provare a resuscitare una squadra e un ambiente ormai spento e rassegnato al peggio, la cui rabbia non può di certo essere placata dall'ottenimento della testa del defenestrato Magalini.
Quella della Bari calcistica è ormai una situazione avvelenata e degenerata a tal punto da far passare quasi in secondo piano le pietose vicende di campo, laddove è divenuto un miraggio persino il vedere un tiro in porta della squadra biancorossa.
È in queste condizioni che Moreno Longo deve provare a risollevare una situazione tra il deprimente e il funereo, il tutto condito dalla voglia matta di scappare via da aprte di più di un elemento in rosa, per quella che più che una sessione di mercato di riparazione, sembra essere l'estrema unzione di una squadra, il Bari, e di un'annata, nate male e che rischiano di finire peggio.
Buona fortuna mister Moreno Longo: ne avrai davvero tanto bisogno.
Come già detto nelle note introduttive di questo articolo, alla quasi morte clinica del paziente Bari, fa da contraltare in Serie C la vigorosa rinascita della speranza a Foggia: una speranza targata Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto.
Una speranza, quella dell'acquisizione della società rossonera da parte del figlio di Don Pasquale, che riporta con la memoria ai bei tempi di Zemanlandia una città ferita calcisticamente e non solo, perché parliamoci chiaro: il Foggia la partita con il Giugliano l'aveva già vinta prima di iniziare, con la ressa ai botteghini e con la meravigliosa coreografia del tifo organizzato.
Il rigore parato allo scadere da Perucchini all'ex Ogunseye? Una semplice ciliegina sulla torta. Il brivido finale di un gran bel romanzo dove a nostro avviso andrebbe tributato un grazie anche all'ex presidente Canonico, se non altro per aver contribuito a evitare un secondo caso Taranto.
Detto del Foggia, è stato un gran bel weekend anche quello di Audace Cerignola (1-0 a Siracusa) e Team Altamura (2-1 in casa della Cavese).
A Siracusa la squadra di Vincenzo Maiuri ha fatto un altro importante scatto in classifica agguantando il settimo posto, un piazzamento che solo un paio di mesi fa sembrava pura utopia, con un tecnico sulla graticola e con un duo di attacco ( o presunto tale…) più di "nome" che di fatto.
E non è un caso infatti se con la coppia D'Orazio-Gambale l'Audace Cerignola sembra avere in tutto e per tutto riacquisito quello spirito operaio che tante soddisfazioni ha dato alla tifoseria gialloblu.
Quanto alla Team Altamura, dopo il secondo prestigioso successo esterno consecutivo sul campo della Cavese, oltre alla soddisfazione che allo stato attuale non solo ha cinque punti di vantaggio sulla zona playout, ma inizia a sbirciare con curiosità l'uscio della zona playoff, viene davvero da chiedersi cosa sarebbe la squadra di Devis Mangia se solo avesse un rendimento casalingo appena migliore.
Davvero sfortunato invece il Monopoli, che dopo una grande e sfortunata partita cede solo negli istanti di recupero alla capolista Catania grandi firme, che dopo aver sofferto la verve della squadra di Alberto Colombo, si è portato a casa tre faticosissimi punti grazie a Casasola e all'ex Potenza Caturano.
Ancora una volta male, infine, il Casarano, non tanto per la preventivabile sconfitta per 3-0 sul campo dell'inavvicinabile Benevento di Floro Flores, quanto per un 2026 che peggio non poteva cominciare per una squadra che sembra avere del tutto smarrito l'allegra spensieratezza con la quale ha affrontato la prima parte di campionato.
A complicare il tutto poi ci si è messo il botta e risposta tra il presidente Filograna e il tecnico Vito Di Bari, ad ulteriore testimonianza di una spia della tensione in casa Casarano pericolosamente accesa e che potrebbe portare a conseguenze del tutto imprevedibili.
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