Giuseppe Mastrototaro
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Attualità

Corato celebra il traguardo dei cento anni di Giuseppe Mastrototaro

La sua officina è diventata un punto di riferimento per l'intero Nord Barese

Giuseppe Mastrototaro, nato a Corato il 24 settembre, taglia il traguardo dei cent'anni e con lui festeggia un'intera comunità. Chi lo conosce sa che non è soltanto un compleanno importante: è il riconoscimento pubblico a una vita di lavoro, visione e testardaggine buona, quella che trasforma un'officina di provincia in un punto di riferimento per un territorio intero. Da decenni il suo nome è intrecciato con l'eco inconfondibile di un motore a due tempi e con l'idea semplice e potentissima che la libertà, per molti giovani e meno giovani, potesse avere la forma di una Vespa.

Negli anni Cinquanta, quando l'Italia rialzava la testa e la Puglia scopriva una nuova mobilità, Mastrototaro affiancò alla meccanica "pura" un servizio dedicato alle Vespa Piaggio: era il 1958 e da quella scelta nacque un percorso che avrebbe cambiato le abitudini di migliaia di coratini, portando in città i modelli più desiderati e rendendo accessibile il sogno di muoversi in autonomia. Non era ancora una vera concessionaria, ma i fatti parlavano già chiaro: a Corato si promuovevano e si vendevano Vespa e la città cominciava a "mettersi in moto".

La svolta arrivò nel 1979, quando l'attività divenne concessionaria Piaggio a tutti gli effetti e assunse il ruolo di snodo commerciale e di assistenza per un'area vasta, da Ruvo a Spinazzola, da Minervino a Terlizzi, fino a coprire negli anni tutto il Nord Barese. Era la consacrazione di un'intuizione: unire competenza tecnica, servizio costante e un rapporto diretto con i clienti, in una stagione in cui la Vespa non era solo un mezzo, ma un simbolo di appartenenza e di futuro.

Con l'esplosione della domanda e l'avvento della amatissima PX, negli anni Ottanta l'azienda si trasferì nell'attuale sede di viale Cadorna, con showroom e officina attrezzata: un presidio di serietà e professionalità dove generazioni di ragazzi hanno scelto il loro primo scooter e tante famiglie hanno trovato ascolto e soluzioni. È lì che, ancora oggi, Mastrototaro S.n.c. continua a operare come riferimento ufficiale per ricambi e assistenza Piaggio e Vespa, seguendo i clienti dall'acquisto alla consegna e oltre.

Dietro la storia aziendale, però, c'è soprattutto l'uomo. I nipoti raccontano che, quando si affacciava a un lavoro nuovo, il nonno ripeteva con un sorriso: «a forza di rompere, aggiustavo». Una frase che è molto più di un motto: è una lezione di umiltà e di coraggio, l'idea che l'errore non sia una colpa da nascondere, ma una tappa necessaria del sapere. In quelle parole c'è la sua officina interiore: la pazienza di smontare e rimontare, la curiosità di capire, la fiducia che ogni tentativo, anche quando non riesce, ci fa avanzare di un dente alla volta, come un ingranaggio ben registrato.

Era anche un commerciante nato: non per la furbizia di chi inganna, ma per l'empatia di chi sa ascoltare e comprendere l'acquirente. Ripeteva sempre che per vendere bisogna prima far vedere, poi far toccare e, infine, far "sentire": quel rombo Vespa, una volta acceso, accendeva anche la passione. Lo si vedeva accompagnare i ragazzi intorno allo scooter, mostrare un dettaglio, invitare a passare la mano sulla scocca e poi dare l'avviamento perché fosse il motore a parlare: il profumo di miscela, il rombo inconfondibile, la voglia di andare lontano. In quel rito semplice c'era tutta la sua idea di lavoro: non convincere, ma far innamorare.

Se oggi Corato può dire di avere avuto una "pietra miliare" della mobilità, lo deve alla tenacia di Giuseppe Mastrototaro: al suo modo di stare sia in officina a sporcarsi le mani sia in negozio a stringere le mani ai clienti, al suo modo di salutare i clienti per nome, di trattare i motori come persone e le persone con il rispetto che si deve alle storie. Cento anni sono un traguardo raro; diventano straordinari quando coincidono con il grazie di una città. A lui va l'abbraccio di chi ha imparato a viaggiare, vivere e sognare in Vespa. E a noi resta il compito di custodire quell'esempio: aggiustare le cose, se serve, anche "a forza di rompere", finché non ripartono.
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