Francesco Fortunato
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Francesco Fortunato, l'orgoglio di Andria è d'oro: trionfo storico ai Mondiali di marcia in Brasile

Il campione andriese domina in terra brasiliana e riporta l'Italia sul gradino più alto del podio individuale dopo 65 anni di attesa

Non chiamatelo più solo campione, chiamatelo Leggenda. Dopo aver riscritto i libri dei record lo scorso 28 febbraio, Francesco Fortunato ha firmato ieri, domenica 12 aprile, un'altra tappa storica della sua carriera, destinata a rimanere scolpita nel marmo dell'atletica leggera e nel cuore della sua Andria.

Il marciatore andriese ha conquistato la medaglia d'oro individuale ai Mondiali di marcia a squadre disputatisi ad Antalya, in Turchia, dominando la prova con un'intelligenza tattica fuori dal comune. La gara è stata un vero capolavoro di strategia: Fortunato ha saputo attendere il momento propizio per sferrare l'attacco letale proprio nell'ultimo chilometro. Con una progressione incontenibile, ha tagliato il traguardo in 1h27:25, precedendo l'etiope Wakuma (1h27:33) e il brasiliano Bonfim (1h27:36).

Si tratta di un successo che profuma di storia: con questa vittoria, l'Italia maschile torna infatti al successo individuale in Coppa del Mondo (oggi Mondiali a squadre) a ben 65 anni di distanza dall'unica altra vittoria azzurra, quella conquistata dal mitico Abdon Pamich nella 50 km dell'edizione inaugurale nel 1961.

Oggi, quel testimone ideale passa nelle mani di un ragazzo della nostra terra, che con umiltà e sacrificio sta portando il nome di Andria sul tetto del mondo.

«Sono contentissimo. È stata una vittoria inaspettata, sicuramente fuori dai piani della vigilia», ha esordito l'azzurro ai microfoni della FIDAL subito dopo la gara. Sapeva di aver lavorato bene, ma battere il padrone di casa brasiliano (campione del mondo in carica) e il primatista mondiale giapponese sembrava un'impresa proibitiva. Eppure, Fortunato è partito con un unico obiettivo: scoprire i propri limiti.

La gara non è stata tutta in discesa. Nei primi chilometri, Fortunato ha ricevuto due palette dai giudici, un segnale di pericolo che avrebbe potuto mandare in crisi chiunque.

«Con due proposte di squalifica è stato difficile restare concentrato, la mente andava continuamente lì. Ma ho cercato di restare calmo e attendere il finale. Solo nell'ultimo chilometro ho creduto davvero nelle mie capacità e ho spinto al massimo» dichiara Fortunato «Fino ai 500 metri finali lottavo per il podio ed ero quasi timoroso di osare. Poi mi sono detto: 'mi lascio andare, ci provo. Mi hanno detto anche che nel finale ho marciato persino meglio che all'inizio. Ancora devo realizzare di aver vinto un Mondiale, è davvero 'tanta roba'».

A 31 anni, Fortunato guarda al successo con la maturità di chi sa dare il giusto peso ai traguardi raggiunti. «Non voglio pensare né al futuro né al passato. È il momento di godersi ogni risultato. Oggi ho vinto i mondiali e non chiedo di meglio», conclude Fortunato.

Per la nostra comunità, Francesco Fortunato rappresenta l'esempio più limpido di come il talento, coltivato con la determinazione tipica della gente del Sud, possa abbattere ogni barriera. Dopo il record mondiale di fine febbraio, questo oro mondiale conferma che il marciatore andriese è, attualmente, l'atleta da battere a livello globale.

Andria oggi si sveglia più fiera che mai, celebrando un figlio che non smette di marciare verso la gloria.
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