gabriella ficarelli j
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La miglior pasta d’Olanda ha origini da Barletta: «Ricordo della mia bisnonna»

Con le sue orecchiette la chef Gabriella Ficarelli, che gestisce un ristorante italiano in Olanda, ha conquistato la giuria del “NK Lekkerste Pasta”

Non nasconde le sue origini pugliesi, anzi: Gabriella Ficarelli ha trasformato i genuini ricordi in tavola nella sua Barletta, dove è cresciuta da bambina, per creare il piatto grazie al quale ha conquistato il titolo di miglior pasta d'Olanda.

La giuria del concorso "NK Lekkerste Pasta" ha premiato il suo piatto dal titolo "Orecchietta Mia", che ripropone la ricetta delle orecchiette tramandatole dalla bisnonna barlettana, ricreato con materie prime locali olandesi. Una fusion vincente che ha convinto all'unanimità i giurati del premio.

Come nella commovente scena del film d'animazione "Ratatouille", chef Gabriella ha fatto breccia nei cuori della giuria proponendo un piatto semplice, tradizionale, condito con i più genuini ricordi della sua infanzia pugliese. Un piatto apprezzato nella sua realizzazione, ma soprattutto per la storia che racconta. Dal 2015 è proprietaria del ristorante Divina Cucina a Oud-Beijerland, che gestisce insieme alla madre Adriana.

Dove è nata l'ispirazione della tua creazione?
«Per i campionati di pasta fresca stavo studiando da settembre quale piatto presentare, che fosse particolare e valido tecnicamente. Mia sorella per scherzo mi disse: "Fai le orecchiette con le brasciole della nonna". E così - nato come scherzo - ho scelto di presentare questo piatto. Come ricordo alla mia bisnonna».

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La vittoria di Gabriella ha avuto grande risalto sulla stampa olandese, soprattutto per la particolarità del piatto con cui ha vinto il concorso. «Oramai decisa a portare le orecchiette della nonna ai campionati, ho contattato un mulino vicino al mio ristorante per creare insieme una semola perfetta. Con il mio macellaio abbiamo provato diversi tagli di carne. Per via del lavoro nel mio ristorante non avevo quasi tempo per prepararmi alla gara, quindi dopo il servizio finivo di pulire la cucina e iniziavo a fare orecchiette, tutta la notte. E il ragù che cucinava ore ed ore come faceva la nonna. Il giorno dei campionati ho visto gli altri chef presentare piatti stupendi, non pensavo assolutamente di vincere, ma la giuria italiana ha perso la testa per la cucina pugliese. Hanno esclamato che il piatto ha fatto rivivere dei ricordi e sapori della loro infanzia».


Qual è il legame che ti unisce a Barletta?
«Io sono nata a Barletta, dove tutt'ora abita la mia famiglia. Quando avevo 7 anni ci siamo trasferiti in Olanda. Aspettavo con ansia l'estate ed il Natale per poter tornare in Italia, dalla mia amatissima bisnonna, le mie zie e zii. Io sono rimata a Rotterdam, mentre mio fratello e sorella dopo gli studi sono tornati a vivere a Barletta. E così per me ogni occasione è buona per saltare in aereo e raggiungerli».

Come il profumo delle madeleine di Proust, il piatto vincente di chef Gabriella racconta del suo passato barlettano. «Quando ero piccola mi nascondevo sotto il tavolo della nonna, in via Milazzo, e appena si girava le rubavo le orecchiette che poi mangiavo crude. Il profumo del suo ragù si sentiva già fuori al portone. Sapori e odori che ho impressi nella mente, e che per anni ed anni ho cercato di ricreare studiando i prodotti e la cucina del sud».

Quando hai deciso di aprire un tuo ristorante?
«Avevo appena 24 anni quando ho aperto il mio ristorante con i miei genitori. Da giovane chef donna all'inizio è stato difficile, ma non ho mollato mai, nonostante incendi, allagamenti, Covid, ed aver perso per 8 mesi gusto e olfatto. Ho dedicato tutta la mia vita a ricreare quei momenti che ti scaldano il cuore, quando mangi un boccone preparato con amore, con i prodotti della tua terra, del sud. Per me il modo in cui riesco a sentire il calore della mia terra è attraverso i sapori con cui preparo i miei piatti. E ora cercherò di conquistare il mondo con la cucina pugliese».
1 fotoGabriella Ficarelli
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