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Cronaca

Salento, studente universitario torna a casa per l’estate e uccide la madre

L'episodio è avvenuto a Racale al culmine di una lite. La donna, 52 anni, colpita con un'accetta

Tragedia familiare a Racale, piccolo centro del Salento: un ragazzo di 21 anni, Filippo Manni, studente universitario, ha ucciso la madre colpendola alla testa con un'accetta. Il giovane, tornato a casa da Roma per le vacanze estive, è stato arrestato poco dopo dai carabinieri mentre si aggirava in stato confusionale verso la località costiera di Torre Suda.

Il delitto si è consumato al piano terra dell'abitazione della donna, Teresa Sommario, 52 anni, madre di tre figli. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane avrebbe utilizzato un'accetta da boy scout che possedeva fin da bambino. Subito dopo l'aggressione, si sarebbe dato alla fuga, venendo rintracciato poco distante. A lanciare l'allarme è stato uno dei due fratelli minori, gemelli di 17 anni, che ha sentito dei rumori sospetti provenire dal piano inferiore. Scendendo ha trovato la madre a terra, priva di sensi, in una pozza di sangue. Sono stati immediatamente avvisati i soccorsi e le forze dell'ordine.

La donna, dipendente di un'azienda privata leccese, viveva con i figli dopo la separazione dal marito, attuale assessore comunale ai lavori pubblici, accorso anch'egli sul luogo della tragedia. L'intera comunità è sotto shock. Filippo Manni, che studiava Economia a Roma e aveva lavorato in passato anche come bagnino, era rientrato a Racale da pochi giorni per partecipare alla festa patronale di San Sebastiano, tenutasi lo scorso fine settimana.

Secondo una prima ipotesi investigativa, il gesto potrebbe essere maturato al culmine di una lite legata a questioni familiari e tensioni per il percorso universitario del ragazzo. Resta tuttavia difficile comprendere cosa abbia spinto un giovane descritto da tutti come "normale e tranquillo" a compiere un atto tanto violento.

Le indagini sono in corso, coordinate dalla Procura di Lecce e affidate ai carabinieri. Il giovane è stato portato in caserma per l'interrogatorio e dovrà rispondere dell'accusa di omicidio volontario.
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