Furti di bestiame in due aziende di Corato
Furti di bestiame in due aziende di Corato
Cronaca

Furti di bestiame in due aziende di Corato: rubati più di 150 animali

Confagricoltura: «Subito presìdi militari e monitoraggio con droni contro l'abigeato»

Due colpi in una sola settimana, a Corato, e oltre 150 capi di bestiame rubati da due aziende, Patruno e Tedone. Ed il fenomeno dell'abigeato, dopo un periodo di relativa e solo apparente tranquillità, è tornato a colpire con forza le aziende zootecniche dell'alta Murgia, riaccendendo l'allarme tra i vari operatori del settore.

Proprio nel periodo pasquale, infatti, si è registrata una recrudescenza degli episodi criminosi, con pesanti ripercussioni sia sul piano economico, con danni che spesso superano le decine di migliaia di euro, sia sul fronte della sicurezza per le famiglie che vivono e operano nelle aziende. Particolarmente gravi i due furti che hanno interessato altrettante aziende della città: l'azienda Patruno, a cui è stata sottratta l'intera quota di rimonta, pari a circa 150 capi, e l'azienda Tedone.

Il primo episodio è avvenuto in una tra le zone del parco nazionale dell'Alta Murgia paesaggisticamente più suggestive, il paesaggio di Piano d'Annaia nella notte tra il 25 e il 26 marzo scorso, mentre il secondo furto, in via degli Orti, risale al pomeriggio di ieri. Il comparto zootecnico, fortemente provato dalle criticità legate all'andamento dei mercati del latte e della carne, si trova così a dover affrontare anche una nuova emergenza che rischia di mettere in ginocchio gli imprenditori.

«Non possiamo più parlare di episodi isolati - ha detto il presidente Massimiliano Del Core - ma di un fenomeno che sta assumendo dimensioni preoccupanti. Gli allevatori chiedono risposte concrete. Non è tollerabile che chi lavora onestamente debba avere danni ingenti». Sulla stessa linea il direttore dell'organizzazione, Enzo Villani: «Il settore zootecnico - ha detto - sta attraversando una fase estremamente delicata e l'abigeato rappresenta un ulteriore dato di destabilizzazione».

«È necessario - ha detto ancora - rafforzare immediatamente i presìdi di sicurezza sul territorio e attivare ogni strumento utile alla prevenzione». Tra le possibili misure, Confagricoltura Bari-Bat richiama l'attenzione sulla necessità di valutare delle forme di collaborazione con i presìdi militari presenti nell'area. Un'opzione, quest'ultima, che in passato era già stata considerata, ma che oggi non risulta più al centro del dibattito a seguito dei cambiamenti al comando dell'Ente Parco.

Allo stesso modo, l'uso dei droni in dotazione ai Carabinieri del Parco potrebbe rappresentare un supporto per il monitoraggio del territorio. «Senza interventi immediati - concludono da Confagricoltura Bari-Bat - il rischio concreto è quello di assistere a una progressiva e inesorabile desertificazione delle aree rurali».
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